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"COOPERATIVE DI ABITANTI, SEMPRE PIÙ ALLOGGI SOCIALI”
Nell'approccio cooperativo la casa non deve essere solo un tetto
e quattro mura ma anche una serie di servizi che rendano più
vivibili condomini, quartieri, città e aree metropolitane.
"Investiamo in formazione per tornare a promuovere una
cooperazione sana": è il messaggio che il presidente di
Federabitazione - Confcooperative, Alessandro Maggioni, ha
portato a Expo nel corso dell'incontro dedicato all'abitare
sostenibile alla Cascina Triulza, il padiglione della società
civile, dal titolo 'Le città cambiano, cambiamo il modo di
vivere la città. La rivoluzione sostenibile delle cooperative'.
Federabitazione - Confcooperative associa le imprese che operano
nell'edilizia abitativa, realizzando alloggi per i soci a prezzi
inferiori rispetto al mercato. Una realtà di 2.400 tra
cooperative e consorzi, con 139.703 soci, 850 occupati e un
fatturato aggregato di 1,35 miliardi.
A Expo Federabitazione - Confcooperative ha portato una
rivoluzione sostenibile dell'abitare,
che deve perseguire il bene comune attraverso la solidarietà
civile e imprenditoriale. "Le cooperative di abitanti devono
fare sempre più alloggio sociale - ha detto Maggioni -
preservando il suolo agricolo e con la rigenerazione urbana
dell'esistente". Nell'approccio cooperativo la casa non deve
essere solo un tetto e quattro mura ma anche una serie di
servizi che rendano più vivibili condomini, quartieri, città e
aree metropolitane. Una sharing economy dove si
condividono spazi e beni minimizzando i costi per le persone e
massimizzando le utilità.
Nel corso del convegno è stato anche lanciato il concorso di
idee “AAA - Architetti cercasi!”,
giunto alla IV edizione e dedicato ai giovani progettisti sotto
i 35 anni provenienti da tutta Europa. Per la prima volta, da
quando è stato organizzato, il concorso è su scala nazionale. I
giovani architetti sono chiamati a proporre idee e progetti in
aree urbane da riqualificare nelle città di Milano, Pescara,
Bari e Catania. La riqualificazione dell'esistente è uno dei
motivi ispiratori del concorso di idee, insieme a quello di un
abitare che sia anche welfare e condivisione: "il suolo è un
bene comune e deve essere una priorità quello di riutilizzarlo -
ha commentato il docente di Architettura del Politecnico di
Milano, Piergiorgio Vitillo - i nostri centri urbani sono pieni
di vuoti degradati che vanno riqualificati. I nuovi modelli
abitativi sono centrali per riqualificare le periferie urbane".
Presentata in anteprima l'indagine di “CoopHousing”,
una ricerca ancora in corso. I primi risultati sono stati
illustrati dai responsabili del progetto, che ha chiamato in
causa le realtà cooperative di Federabitazione in tutta Italia.
Nei primi tre mesi sono stati raccolti, attraverso il web, 53
interventi di cooperative: il 40 per cento arriva dal nord e in
particolare dalla Lombardia, il 30 per cento dal Veneto. I 53
interventi rappresentano 1.532 alloggi, il 67 per cento in
locazione e il 33 per cento di proprietà. Di quelli in locazione
il 74 per cento è a canone convenzionato, mentre il 21 per cento
con la formula di patto di futura vendita. Per la costruzione
sono stati investiti complessivamente 184 milioni di euro, con
il 79 per cento di risorse finanziarie provenienti da privati.
Il canone di locazione medio è di 57 euro al metro quadrato.
L'accesso alla casa sociale "deve diventare una priorità dei
governi - ha concluso il docente di Architettura del Politecnico
di Milano, Piergiorgio Vitillo - in Italia oggi meno del 20 per
cento del patrimonio immobiliare è in affitto e questo determina
una rigidità sociale. Serve un ripensamento delle politiche
pubbliche".
Cernusco sul Naviglio, 13 luglio 2015 |