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RATING DI LEGALITÀ: SEMPRE PIÙ IMPRESE LO CHIEDONO
La cronaca quotidiana induce purtroppo a pensare che contro
corruzione e illegalità ogni arma sia spuntata, sia quelle a
disposizione delle istituzioni, sia e a maggior ragione quelle
dei cittadini.
C'è ancora chi crede che la legalità non solo sia possibile, ma
anche utile in chiave economica. Al singolo come alla
collettività. Che il rispetto della legalità sia insomma un
fattore di distinzione, o un fattore critico di successo che per
giunta fa girare meglio l’economia nel suo complesso.
In vigore da tre anni -
A pensarla così sono
verosimilmente
le imprese e le organizzazioni che hanno chiesto e ottenuto il
rating di legalità. Uno strumento introdotto nell’ordinamento
ormai tre anni fa nel decreto «Cresci Italia», fra i primi atti
dell’allora governo Monti, per stimolare comportamenti più
virtuosi negli operatori economici, che sembra però solo ora
iniziare a dispiegare finalmente il suo potenziale. È vero,
infatti, che le imprese e organizzazioni che hanno finora
ricevuto il rating di legalità sono poche centinaia. Ma è anche
vero che ciò che più rileva, per uno strumento in pratica appena
nato e per il quale solo nella seconda metà del 2014 sono state
messe definitivamente a punto normativa e regolamentazione
necessarie a renderlo pienamente operativo, sono i dati di
tendenza. E quelli resi noti nei giorni scorsi dall’Agcm
(Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato), che
attribuisce il rating, paiono particolarmente significativi.
Nel 2014,
infatti, le richieste per l’attribuzione del rating pervenute
all’Authority sono più che raddoppiate, passando dalle meno di
150 dell'anno precedente a oltre 400, per un totale di quasi
550. Di queste, sono andate a buon fine circa la metà, nel senso
che i rating da una a tre stellette effettivamente attribuiti a
tutto il 2014 sono stati 271. A fronte di una decina di esiti
negativi, di una sessantina di situazioni non valutabili -
perché il fatturato dell’azienda non raggiungeva la soglia
minima dei due milioni di euro - e di oltre 170 casi che
risultavano ancora in corso d’esame.
Gli ultimi dati
aggiornati sul sito
web
dell’Authority parlano già di oltre 361 imprese con rating di
legalità. Segno che i meccanismi studiati per incentivare la
diffusione di questo strumento stanno probabilmente iniziando ad
entrare in circolo: del rating di legalità, infatti, è previsto
che si debba tener conto nella concessione di finanziamenti da
parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso
al credito bancario. (fonte: Avvenire, 6 marzo 2015)
Cernusco sul Naviglio, 23 marzo 2015
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