|
UN’ESPERIENZA DI AGRICOLTURA SOCIALE PER CREARE IL LAVORO
Sempre più persone bussano ai Centri d'ascolto per chiedere un
lavoro, ma siccome il lavoro non c’è, a Mantova si è pensato di
avviare un’esperienza di agricoltura sociale
Un orto, organizzato dalla diocesi di Mantova, dalla scorsa
estate impiega quattro donne in difficoltà. La cosa è già
interessante di per sé, ma lo diventa ancor di più quando si
scopre come è nata, come viene condotta e quali sono le
prospettive. «Quotidianamente – ha spiegato monsignor Paolo
Gibelli, vicario episcopale per i rapporti con il territorio -
sempre più persone bussano ai nostri Centri d'ascolto per
chiedere un lavoro. Ma lo si sa, con la crisi il lavoro non
c'è». Dunque? «Essendo noi una provincia agricola, ci siamo
detti, perché non avviare un’esperienza di agricoltura sociale?»
Interessante conoscere come è stata costituita la mini impresa.
«Le suore Ancelle, in strada Dosso del Corso a Mantova, hanno
una casa di riposo con un grande orto». Ecco dunque il primo
passo: farsela assegnare
tramite contratto di comodato
gratuito. «È stato un grande gesto di generosità» ha commentato
Sara Nicolini, cofondatrice dell’associazione Hortus che dà il
nome al progetto. «Poi – ha proseguito il sacerdote - abbiamo
scelto per coltivarlo quattro donne: tre marocchine e una
bengalese». L’esperienza è stata avviata «non solo con i servizi
caritativi diocesani – ha aggiunto Nicolini - ma anche con
quelli sociali e con figure professionali dell’Enaip (Ente
nazionale Acli istruzione professionale)». Un’interazione,
quella con la città, che ha visto in prima linea pure la Camera
di commercio («Determinante il suo aiuto nelle questioni
giuridiche») e la cooperativa “Cencio molle” («Già da tempo si
occupano di agricoltura sociale»).
I primi ortaggi sono stati venduti col passaparola
nelle parrocchie della diocesi. Ora
Hortus ha aperto una partita Iva. È
partito con un fondo anticrisi della Cei, ora punta all’autosostentamento.
Per il futuro, monsignor Gibelli vede quest’esperienza come «una
rampa di lancio: sarebbe bello se, dopo un periodo qui, le
nostre lavoratrici riuscissero a rendersi autonome. Bello per
loro, e per chi ne prenderebbe il posto nell’orto».
Siccome d’inverno la terra non sfama, l’associazione Hortus ha
pensato bene di raccogliere dalle chiese i mozziconi di candele,
li ha fusi, vi ha inserito qualche essenza di stagione, e li ha
trasformati in profumatissimi ceri colorati. Che vanno a ruba
nei migliori negozi della città. (fonte: Avvenire, 5 febbraio
2015)
Cernusco sul Naviglio, 9 marzo 2015 |