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A MILANO SI RIPARLA DI RIAPRIRE I NAVIGLI
Il
progetto, quanto ambizioso tanto impegnativo da percorrere, sia
per motivi economici che di viabilità, torna alla ribalta.
Questa volta è anche condiviso da Comune e Regione.
Il
governatore lombardo Roberto Maroni e il vicesindaco Ada Lucia
De Cesaris sono infatti pronti a firmare l’accordo di
programma. Lo hanno annunciato lo scorso 23 febbraio, nel corso
della presentazione del libro "Riaprire i navigli" all'Urban
center di Milano.
«L’idea di riaprire i Navigli milanesi
è
affascinante, mi piace molto - ha detto Maroni - Sarebbe una
cosa straordinaria per Milano e sono molto interessato, perché
si farebbe tutto con fondi privati, cosa non da poco in un
momento di crisi». «Noi ci siamo - ha aggiunto De Cesaris -
possiamo lavorare con la Regione sia per poter accedere a fondi
europei sia per semplificare le procedure per questo progetto».
«Esiste già una misura di salvaguardia per impedire qualsiasi
intervento che possa compromettere una futura riapertura dei
Navigli - ha poi aggiunto - Ci abbiamo messo la testa e ora, fra
marzo e aprile, grazie all’incarico dato a Metropolitana
Milanese e Politecnio saremo in grado di portare una proposta
quasi operativa, che individui le fasi, le criticità e gli
aspetti che possono essere superati. Da 2016 in poi il nostro
impegno è di dare avvio anche per fasi a un’opera essenziale
per la riqualificazione di Milano».
Il
progetto, elaborato dal Politecnico e Metripolitana Milanese e
sostenuto dall’associazione Riaprire i navigli, prevede la
riapertura di 8 chilometri di canali da Cassina dè Pomm là dove
il Naviglio Martesana oggi si infossa sotto via Melchiorre
Gioia, poi lungo la Cerchia dei Navigli fino alla Darsena. «Il
progetto è possibile e realizzabile – ha spiegato il presidente
dell’associazione, Roberto Biscardini, che è anche architetto e
consigliere comunale del Psi - L’unica cosa che la politica e le
istituzioni devono fare è crederci e avere un po’ di coraggio.
Poi le risorse si troveranno». Secondo lo studio
dell’Associazione, il preventivo complessivo delle opere di
architettura e ingegneria si aggirerebbe intorno a una cifra che
va dai 120 e 150 milioni. Oltre al project-financing (il
finanziamento cioè del progetto con soldi privati) i fondi
potrebbero essere attinti dall’Unione europea. (fonte:
Avvenire, 24 febbraio 2015)
Cernusco sul Naviglio, 2 marzo 2015 |