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AZZARDO: AL VIA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE
È
partita, lo scorso 25 novembre, la campagna "Liberi dal gioco
d’azzardo", a cui hanno aderito associazioni e movimenti di
tutta Italia.
Nella sede di
Legautonomie è stata presentata la serie di iniziative che si
terranno in tutta la Regione, promosse da “Mettiamoci in
gioco”.Quest’ultima è un’iniziativa nata nel 2012 per
sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle reali
caratteristiche del gioco d’azzardo nel nostro Paese e sulle sue
conseguenze sociali, sanitarie ed economiche, per avanzare
proposte di regolamentazione del fenomeno, per fornire dati e
informazioni, per catalizzare l’impegno di tanti soggetti che –
a livello nazionale e locale – si mobilitano per gli stessi
fini. La campagna è promossa da una pluralità di soggetti:
istituzioni – organizzazioni di terzo settore, associazioni di
consumatori, sindacati.
«Tutti sono contro le slot machine, ma poi
quando si tratta di fare cassa non si guarda da dove arrivano
quei soldi e quali conseguenze hanno», ha detto don Virginio
Colmegna, intervenuto alla presentazione della campagna,
annunciando anche un gesto clamoroso: una giornata nazionale di
digiuno e riflessione contro le azzardopatie e lo strapotere
delle lobby delle scommesse. Contro l’azzardo, ha aggiunto,
serve «una lotta titanica e politica». L’iniziativa “Liberi dal
gioco d’azzardo” «si propone di sensibilizzare l’opinione
pubblica decostruendo i messaggi illusori di "vincite facili"
diffusi dall'industria dell’azzardo. Sono stati realizzati due
spot tv e due spot radio (con protagonisti rispettivamente un
uomo e una donna), un manifesto, due locandine, una vetrofania,
un cartello rotair, un banner per i siti, immagini coordinate
per Facebook e Twitter», spiega don Armando Zappolini, portavoce
di “Mettiamoci in gioco”, che ha promosso l’iniziativa. «Il
messaggio che lanciamo con questa campagna di sensibilizzazione
– ha spiegato don Zappolini - è molto chiaro: attenzione, non
fatevi abbindolare dalla pubblicità dei giochi d'azzardo. Non
avete "quasi vinto" e non "vincerete facile". Anzi, è vero
piuttosto che "più giochi più perdi, è matematico", come diciamo
nei nostri materiali di comunicazione». «La campagna è basata su
un approccio non proibizionista – ha spiegato Mauro Terlizzi,
ideatore dell’iniziativa - . Il nostro obiettivo è di mobilitare
le persone, ribaltando i luoghi comuni».
In Italia,
per il gioco d’azzardo, si è passati da un fatturato di 24,8
miliardi di euro nel 2004 agli 88,5 miliardi del 2012. Solo nel
2013 vi è stato una diminuzione, sfiorando comunque gli 85
miliardi. Il 56,3% del giro d'affari viene dagli "apparecchi"
(slot machine e vlt), mentre crescono le puntate sui casinò
internet. Se i giocatori sono i veri perdenti di questa febbre
d'azzardo, lo Stato in realtà non ci ha guadagnato. No solo per
i costi sociali dell'azzardopatia. Ma perché allo stratosferico
aumento del fatturato non è affatto seguito un maggior beneficio
per l'erario. Nel 2004 finivano nelle casse pubbliche 7,3
miliardi di euro
(pari al 29,4 del fatturato
complessivo che allora sfiorava i 25 miliardi). Nel 2013, a
fronte di volumi triplicati, lo Stato incassava 8,1 miliardi,
solo 800 milioni in più di nove anni prima
Cernusco sul Naviglio, 1 dicembre 2014 |