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BUONI LAVORO CONTRO LA CRISI
Iniziative di welfare parrocchiale, fatto di voucher, per chi
nella comunità è rimasto senza impiego.
Un
modo per essere vicini a chi vive una situazione di inattività e
spesso di solitudine.
Accade
a Farra di Feltre (Belluno), dove il parroco si è offerto di
mettere in contatto chi ha bisogno di un tecnico, ad esempio per
le ordinarie manutenzioni casalinghe, e i prestatori d’opera
specializzati. Il parroco ha perciò invitato, attraverso il
bollettino parrocchiale, chi ha perso il lavoro, chi ce l’ha ma
non riesce a garantirsi un reddito sufficiente e chi ha
problemi, a farsi avanti e a rendersi disponibile per le piccole
opere edilizie e non solo da svolgersi in paese. Secondo le
indicazioni date dal parroco, possono farsi avanti anche i
sedicenni e i pensionati. L’obiettivo, spiegano in parrocchia, è
quello di creare una rete di committenti - da chi ha bisogno di
ritinteggiare la casa a chi ha bisogno di un aiuto domestico
saltuario oppure di affidare i propri congiunti a una persona
fidata per qualche ora al giorno - che si assuma l’onere dei
voucher, acquistando nelle sedi abilitate i buoni lavoro. La
manodopera costa dieci euro all’ora di cui sette euro e
cinquanta netti andranno al lavoratore e due e mezzo serviranno
alla copertura previdenziale e assicurativa.
“Voucher solidale” -
Nella stessa direzione si muove il
progetto lanciato dalla Caritas lodigiana in sinergia con il
volontariato presente nelle parrocchie. Il Consiglio di
gestione del Fondo di solidarietà diocesano ha lanciato la
proposta dell’utilizzo di un nuovo strumento, il “voucher
solidale” per le famiglie che hanno perso il lavoro. La Caritas
offrirà la possibilità di impiegare l’importo deliberato dal
Fondo di solidarietà della diocesi per l’acquisto di “voucher”
da utilizzare a favore del richiedente come corrispettivo di
piccoli lavori che possono essere fatti in parrocchia del valore
di 10 euro, che comprende i contributi previdenziali e garantirà
l’affiancamento di volontari.
«Non
c’è assolutamente la pretesa di sostituirsi agli enti che
trovano lavoro – ha precisato il vicario generale della diocesi
di Lodi - ma vorremmo arrivare, laddove possibile, a sostenere
le persone accompagnandole con modalità dignitose di aiuto. Non
è difficile immaginare quanto sia pesante, per una persona che
non riesce a trovare lavoro, vivere una situazione di inattività
e spesso di solitudine».
Iniziative apparentemente modeste ma che dicono quanto sia
diffuso l’impegno delle comunità cristiane nell’essere vicine a
chi si trova senza lavoro.
Cernusco sul Naviglio, 16 giugno 2014
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