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TRENTAMILA MINORI A
RISCHIO SFRUTTAMENTO
Save the Children
ha fatto la fotografia
della
realtà
dello
sfruttamento
del
lavoro
minorile
in
Italia.
Questa organizzazione segue,
da anni, il fenomeno.
«La
nostra
indagine
si
è concentrata
sulla
fascia
trai 14
e i 15
anni
e ci
risulta
che
sono circa
30.000
i ragazzi
che
lavorano
in
attività
a rischio
sfruttamento»
Si parla di sfruttamento del lavoro
minorile quando è
svolto
di sera
o di
notte,
in
condizioni
pericolose,
oppure
ha
orari
troppo lunghi
che
vanno
a
incidere
sull'
attività
scolastica
o sulla
vita
sociale
dei
ragazzi.
«L'indagine
sul
campo
ha dimostrato
che
non
si
tratta
soltanto
di
minori
che
fanno parte
di famiglie
che
vivono
in condizioni
di
povertà
o difficoltà
economica
e culturale
– ha
sottolineato
la ricercatrice di Save the Children - Abbiamo,
infatti,
riscontrato
che anche
in
fasce sociali
più
alte,
che
in questo
periodo di crisi
stanno
soffrendo
molto
le
vicissitudini
economiche
del nostro Paese,
i
figli
possono
trovarsi
in condizioni
lavorative
molto
pericolose
o a
rischio
sfruttamento».
Questo
avviene in modo
trasversale
in tutta
Italia.
Molto
spesso
si
tratta
di
famiglie
medie
con
figli
minori,
che
vogliono
ricavarsi
una
piccola
"indipendenza"
economica.
Lo sfruttamento dei minori sovente
si accompagna a difficoltà educative
delle famiglie di origine. Infatti, ha spiegato
Save
the Children,
«i
genitori
hanno difficoltà
a gestire
i
propri
figli
e le relazioni
all'interno
della
casa,
ma soprattutto
hanno
difficoltà
a spiegare
ai
propri
figli
tutti quei
messaggi
che arrivano
da fuori
delle
mura domestiche».
È
un
discorso
che
vale
anche
per
gli insegnanti.
«Vivono in
condizioni
difficili
e,
ogni
qual
volta
si
trovano
di fronte
a situazioni
complesse,
alla
fine
lasciano
stare».
Cernusco
sul Naviglio, 28 aprile 2014
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