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FAMIGLIE CHE AIUTANO ALTRE FAMIGLIE
La
Caritas Italiana e l’Ufficio famiglia della Conferenza
Episcopale Italiana hanno proposto alle diocesi un progetto
formativo per preparare famiglie disponibili ad affiancarne
altre in difficoltà con il coinvolgimento delle comunità.
Significativa l’esperienza di una parrocchia di Faenza, in
Emilia Romagna, che “può diventare una miccia solidale per il
territorio”.
«Se
latitano le risposte pubbliche alla nuova povertà delle famiglie
– ha scritto Avvenire lo scorso 24 gennaio - allora una
delle strade è l’auto aiuto solidale. Statistiche e cronache
della crisi ci hanno abituato alle immagini di impiegati
licenziati dall’oggi al domani, di piccoli commercianti che
hanno abbassato la saracinesca, di padri separati che dormono in
auto e mangiano letteralmente patate per sopravvivere. Per la
Chiesa cattolica nuove strade e nuove speranze si possono aprire
sui territori attraverso reti che trasformano la famiglia in un
soggetto di solidarietà. Perciò dall’anno scorso Caritas
italiana e Ufficio famiglia della Cei hanno proposto
alle diocesi un progetto formativo per preparare i nuclei
disponibili ad affiancarne altri in difficoltà con il
coinvolgimento delle comunità.» Per dare maggior forza agli
interventi, è stato costituito, in questi giorni, il
Coordinamento nazionale «Carità e Famiglia».
«Abbiamo visto – ha detto il responsabile dell’Ufficio
solidarietà della Caritas italiana ad Avvenire – come
l’impoverimento improvviso renda fragili le relazioni familiari,
l’idea è di rafforzarle con il supporto di altri nuclei
all’interno di una rete». Famiglie che aiutano famiglie a
ripartire, anche con progetti finanziati con l’otto per mille.
«Uno degli obiettivi – ha aggiunto il responsabile – con l’aiuto
della fondazione torinese "Paideia" è diffondere al centro sud
le esperienze di affido di tutta la famiglia per limitare
l’affido esterno dei minori. Altro traguardo, favorire con il
volontariato la conciliazione dei tempi familiari e lavorativi».
Avvenire
ha poi raccontato un’esperienza in atto a Faenza, dove il gruppo
famiglie della parrocchia di Santa Maria del Rosario in Errano è
attivo da anni. «Dal 2010 – ha spiegato una mamma - ci siamo
ritrovati a condividere le necessità e i bisogni. Le priorità
sono il trasporto a scuola dei figli alla mattina, la gestione
dei compiti e delle attività ricreative al pomeriggio perché i
nonni non sono abbastanza (abbiamo tutti in media tre o quattro
figli) e spesso non riescono ad aiutare i nipoti nello studio.
Siamo riusciti con la nostra rete a supportarci, ora abbiamo
aderito a un progetto della Caritas diocesana per acquistare un
pullmino che ci aiuti nel trasporto dei bambini. Con questo
mezzo potremmo aiutare altre famiglie che hanno difficoltà nel
tragitto casa-scuola e nella gestione pomeridiana. Abbiamo
chiesto l’intervento di un esperto di bilanci familiari perché
con due stipendi facciamo tutti sempre più fatica ad arrivare a
fine mese. L’idea è allargare i benefici ad altri. Può diventare
una miccia solidale per il territorio».
A Piazza Armerina, in Sicilia, un'altra esperienza ha
interessato 250 famiglie. «Stiamo cercando – ha spiegato un
responsabile - di valorizzare la persona accompagnandola fuori
dallo stato di bisogno. Abbiamo compiuto interventi economici in
diversi casi di emergenza senza fare solo assistenza. I casi più
gravi? Le famiglie giovani rientrate nel nucleo originario
perché sfrattate e non più autosufficienti. È stato positivo per
aiutarli sia l’approccio in rete con associazioni e comuni sia
l’accompagnamento educativo di altre famiglie, ad esempio nella
gestione dei figli e dei budget». Soprattutto l’auto aiuto è una
risorsa contro la solitudine in cui si chiude chi sprofonda
nella povertà.
Cernusco sul Naviglio, 27 gennaio 2014
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