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“ALLEANZA” PER SCONFIGGERE LA POVERTÀ
È nata
"l'Alleanza contro la povertà in Italia": soggetti sociali,
istituzionali e sindacali, associazioni ecclesiali (tra le quali
l'Azione Cattolica) e del Terzo Settore si sono uniti per
promuovere adeguate politiche contro la povertà assoluta, segno
della rilevanza che assume oggi questo grave fenomeno, che negli
ultimi anni ha visto raddoppiare le persone colpite.
Si
tratta di povertà assoluta (non relativa) e riguarda quindi chi
non raggiunge uno standard di vita minimamente accettabile.
Secondo i dati ISTAT, nel 2012 in Italia, circa 1 milione e 725
mila famiglie (6,8 % delle famiglie residenti) risultano in
condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 814
mila persone (l'8% dell'intera popolazione). In particolare, si
è verificato un aumento, rispetto al 2011, dell'1,6 % a livello
nazionale. Altro dato rilevante è che quasi la metà dei poveri
risiede nel Mezzogiorno. Di fronte a un quadro così grave,
l'Italia resta l'unico Paese dell'Europa a 15, insieme alla
Grecia, privo di una misura nazionale a sostegno di chi si trova
in questa condizione. L'alleanza si impegna a condurre una serie
di attività tra loro collegate: svolgerà un lavoro di
sensibilizzazione dell'opinione pubblica; si confronterà con le
forze politiche e farà pressione su di esse affinché si
impegnino in scelte concrete nella lotta contro la povertà;
elaborerà una proposta dettagliata di riforma, a partire da otto
punti fondamentali condivisi. L'impegno è di far partire già dal
2014 un Piano nazionale contro la povertà di durata pluriennale
e, con un approccio graduale, arrivare a regime con una misura
che raggiunga tutte le famiglie in povertà assoluta.
L’Alleanza - presentata lo scorso 11 novembre nel corso di un
incontro svoltosi a Roma – si avvale di un gruppo tecnico di
lavoro, coordinato dal prof. Cristiano Gori, dell'Università
Cattolica di Milano, che entro tre mesi elaborerà un piano
organico, comprensivo anche del tema del finanziamento della
proposta. Punto fondamentale è che il finanziamento dovrà
essere, in misura maggiore, assicurato dallo Stato, con
possibili finanziamenti complementari con fondi europei o di
privati.
Gli
aderenti -
Ad
aderire all’Alleanza sono Acli, Anci, Action Aid, Azione
Cattolica, Caritas, Cgil-Cisl-Uil, Cnca, S. Egidio,
Confcooperative, Conferenza Regioni e Province Autonome,
S.Vincenzo De Paoli Consiglio Nazionale Italiano Onlus, Fio-PSD,
Banco Alimentare, Terzo Settore, Lega delle Autonomie, Focolari,
Save the Children, Jesuit Social Network.
In
particolare, l'Azione Cattolica ha motivato la sua “convinta”
partecipazione, in quanto “come associazione radicata su tutto
il territorio nazionale” conosce “bene le difficoltà economiche
di molte famiglie, che impediscono la fruizione anche dei
servizi essenziali. Tali difficoltà, acuite dalla crisi
economica ancora in atto, sovente possono dar luogo a tensioni a
livello familiare e sociale, rischiando di condurre allo
sgretolamento dei legami e alla perdita della fiducia del
cittadino nello stato.” L’Azione Cattolica, in quanto
associazione di laici, ritiene “sia fondamentale aderire e sia
necessario svolgere un'opera capillare di sensibilizzazione e
formazione nelle nostre comunità ecclesiali, affinché l'opzione
preferenziale per i poveri, come più volte ci sollecita il
magistero di Papa Francesco, sia declinata in scelte e percorsi
concreti. Per questo è importante la volontà di camminare
insieme ad altri soggetti, dando vita ad un'alleanza capace di
dialogare con le forze politiche e le istituzioni ai diversi
livelli.”
Cernusco sul Naviglio, 18 novembre 2013
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