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La Trinità
raffigurata in posa sodomita; il Corano definito come
escremento; papi, cardinali e profeti disegnati in
atteggiamenti omosessuali; inneggi alla droga libera...
E troppe altre copertine "strillate" con raffigurazioni
blasfeme e battutine irripetibili. Rilanciate in questi
giorni nel mondo da quotidiani, web e tv.
Unirsi al coro di chi ha giustamente condannato
l'eccidio di Parigi, è esercizio facile e opportuno.
Definire semplicemente "satira" e inneggiare alla
libertà per tutta la spazzatura rigurgitata dalle pagine
di una fallimentare pubblicazione d'Oltralpe, mi sembra
quanto meno un po' superficialotto.
E' ancora libertà di stampa quella che offende il
sentimento religioso di un intero popolo? Liberi... di
offendere? Gli stessi _liberal_ si ribaltano nella
tomba: "la mia libertà finisce dove comincia quella
dell'altro", sentenziavano dopo Kant.
Macché: ora l'espressione anche violenta di un'opinione
ritenuta "legittima" (da chi?), purché travestita di
caricatura, ti entra
brutalmente dentro casa, nel profondo delle convinzioni
più intime come il credo religioso. E prova a
sconquassartele: "dissacrare", scrivono.
Cos'altro dobbiamo sacrificare sull'altare laicista di
questa "satira": prima l'educazione, poi il buon gusto,
il comune senso del pudore, la dignità personale delle
autorità pubbliche, la famiglia... Ora pure Dio, i suoi
profeti, i suoi ministri... Satira a qualsiasi prezzo?
Mentre i cernuschesi si interrogano, piangiamo
amareggiati le vittime di Parigi e le migliaia di morti
ammazzati in Nigeria, contro ogni fondamentalismo.
Enrico Mauri
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