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PAOLO FERRERO A
CERNUSCO PER PRESENTARE IL SUO LIBRO "LA TRUFFA DEL
DEBITO PUBBLICO"
VENERDÌ 9 GENNAIO 2015, ORE 21 - BIBLIOTECA CIVICA DI
CERNUSCO SUL NAVIGLIO - INGRESSO VIA FATEBENEFRATELLI
Sinistra per Cernusco è felice di ospitare venerdì 9
Gennaio alle 21.00, nella biblioteca della nostra città,
l'incontro organizzato dai circoli PRC della zona
Adda-Martesana con il Segretario nazionale del Partito
della Rifondazione Comunista Paolo Ferrero.
Sarà occasione per approfondire il tema del debito
pubblico, leva che la politica italiana ha utilizzato
negli ultimi decenni per giustificare privatizzazioni,
tagli del welfare, riduzione dei diritti e in questi
mesi perfino per corrodere i più basilari meccanismi
democratici.
Nel suo libro "La truffa del debito pubblico", Ferrero
spiega con dovizia di particolari come le dimensioni
attuali del debito nazionale non siano frutto dell'opera
disgraziata di un popolo scialacquone che ha vissuto per
troppo tempo al di sopra delle proprie possibilità,
quanto invece l'effetto di una precisa scelta politica
presa nel 1981 dall'allora ministro del Tesoro Beniamino
Andreatta. Quella decisione, concertata con il
Governatore di Bankitalia Carlo Azeglio Ciampi, chiudeva
i rubinetti allo Stato, costringendolo a finanziarsi sul
mercato. Un provvedimento scellerato che portava per la
prima volta i tassi d'interessi dei titoli di stato a
valori maggiori dell'inflazione reale. Una strada che
gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina si sono ben
guardati da intraprendere e che ha portato il nostro
rapporto debito/Pil dal 60% del 1981 all'astronomico
120% del 1996.
Una scelta politica che da una parte ha enormemente
arricchito chi era nelle condizioni di poter acquistare
titoli di stato italiano (per lo più banche nazionali e
istituti finanziari esteri) e dall'altra ha giustificato
trentanni di politiche di austerity che vanno
dall'eliminazione della scala mobile, alla maxi-manovra
lacrime e sangue del Governo Amato, al continuo e folle
innalzamento dell'età pensionabile (da Dini alle lacrime
della Fornero), passando dalla svendita dei pezzi più
pregiati dello Stato (autostrade, Telecom, ... e a breve
magari Poste e Ferrovie), fino ad arrivare al Jobs act
di questi ultimi giorni. Austerity che ha dato vita ad
un consolidato ed enorme avanzo primario (si restituisce
ai cittadini meno di quanto si raccoglie con le tasse),
utilizzato dal 1992 esclusivamente per pagare interessi
o meglio per finanziare la speculazione.
Una serata quindi anche di critica dell'economia
politica, nella speranza di cominciare ad incrinare
quell'ideologia, o se si preferisce quella religione
che, davanti alle legittime rivendicazioni di chi
vorrebbe difendere le conquiste dei propri genitori,
risponde sempre lo stesso refrain: "mi dispiace i soldi
non ci sono".
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