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Buon 25 aprile e
buona liberazione a tutte e a tutti.
Innanzitutto grazie
per la grande partecipazione, e grazie a tutti i
cittadini, alle istituzioni, all’amministrazione, al
sindaco, e alle associazioni che hanno partecipato al
corteo e alle altre iniziative.
Prima di leggere
l’intervento dell’anpi, volevo leggere le parole che la
presidente della Camera Laura Boldrini ci ha inviato.
Quest’anno il 25
aprile si svolge in un clima e in una situazione
delicata per l’Italia, ed è proprio in un momento del
genere che dobbiamo ritrovare le ragioni e le radici
della Costituzione italiana, quella Costituzione che,
come come scrisse Padre David Maria Turoldo, è il
Vangelo della nostra Repubblica. La nostra Costituzione
è il prodotto della Resistenza, naturale prosecuzione
di un movimento che ha saputo ridare dignità, libertà e
orgoglio a un paese devastato e mortificato da 20 anni
di dittatura fascista. 20 anni e non qualche anno. 20
anni di arrettratezza culturale, 20 anni di sofferenze,
di paura, di delazioni e di devastazione di ogni minima
libertà e idea di giustizia. Recentemente molta
confusione è stata fatta sull’idea che possa esserci
stato un fascismo buono, da contrapporre a un fascismo
cattivo, quello delle guerre e delle leggi razziali. Un
modo, un pò maldestro, goffo e forse a volte quasi
inconscio, di riscrivere la storia. Insomma l’anticamera
di un revisionismo pericoloso, che dietro la malafede o
la buonafede, nasconde ignoranza e arroganza. A me
interpretazioni del genere fanno venire la pelle d’oca e
molta ma molta rabbia. Lo ripetiamo con la massima
serietà possibile, non c’è mai stato un fascismo buono.
Andate a leggerla la storia. La storia non è
semplicemente un affascinante materia di studio, o il
vezzo intellettuale di qualche professore. La storia, in
tutta la sua complessità, ha un’utilità maggiore di
quanto noi possiamo immaginare o considerare. La storia
ci guida, ci orienta nelle nostre scelte quotidiane, è
molto più viva di qualsiasi altra disciplina. Non può
esistere una classe dirigente seria e preparata che non
abbia coscienza e conoscenza della propria storia.
E non riguarda solo
chi fa politica, riguarda tutti e tutte.
Un politico che non
conosce la storia del proprio paese non sarà in grado
neanche di sistemare un marciapiede, e un imprenditore
che non conosce la storia del proprio paese non sarà in
grado di generare lavoro e rispettare chi questo lavoro
lo fa.
Senza la storia non
si è e non si va.
E non lasciate che
queste considerazioni siano un isolato appello dell’Anpi,
fatele vostre, condividetele.
Ma La Resistenza ci
lascia in dote anche un diritto fondamentale e
universale , il diritto di voto per tutti e tutte. Prima
della Liberazione non era così, e non era così nenache
nell’Italia liberale. Le percentuale di astensione alle
utime elezioni regionali in Friuli ci lasciano con tanta
amarezza e timore. Esercitatelo sempre,il diritto di
voto, anche quando lo scoramento e il malcontento, a
volte a ragione, prendono il sopravvento. Non
permettiamo che altri decidano per noi. Scegliere è il
primo atto di resistenza.
E alla nostra classe
politica ci sentiamo di lanciare un appello, torniamo
ai valori più autentici dell’agire politico, passione
civile, trasparenza, sobrietà, serietà, progettualità ,
legalità e condivisone.
E’ l’unica stada,
forse, per uscire da una crisi che è sempre più
culturale ed etica.
A Cernusco, come Anpi, anche quest’anno abbiamo
intrapreso un percorso di partecipazione e condivisione
con le altre associazioni del territorio per far sì che
il 25 Aprile sia un momento vissuto da tutta la comunità
cernuschese, accogliendo e organizzando iniziative con
linguaggi e modalità il più trasversale possibile.
Abbiamo deciso di
dedicare la V° edizione de “I COLORI DEL 25 APRILE”
all’art. 9 della Costituzione (La Repubblica promuove
lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e
tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio
storico e artistico della Nazione). E’ un articolo
stupendo della Costituzione, e parla di una cosa
altrettanto stupenda che è la bellezza. Sentirsi
responsabili della bellezza. E quanta bellezza c’è stata
nella nostra Resistenza, e quanta ce ne dovrebbe essere
nella nostra esistenza. La bellezza è a Milano in via
Rovello, dove quel palazzo, da luogo di tortura e
sofferenza, diventa il Piccolo Teatro, luogo di cultura
e della rinascita milanese. La bellezza è Arturo
Toscanini che dirigere lo storico concerto di riapertura
della Scala, la bellezza sono i racconti di Calvino e
Pavese, le immagini di Rossellini e De Sica...ma la
bellezza sono anche i dipinti delicati di Felice
Frigerio e quel campo di violette che segna il ritorno
alla vita di Roberto Camerani.
Promuoviamo e
tuteliamo la nostre bellezze, non permettiamo che il
nostro paesaggio sia devastato in nome della
speculazione, investiamo in ricerca, impedendo ai
nostri giovani di andarsene da questo paese, diamo un
futuro a musei, biblioteche, archivi, teatri. Perchè è
proprio nei momenti di crisi, di maggior crisi, che la
cultura può svolgere un reale ruolo di stimolo e di
traino. E anche questo ce lo insegna lo storia.
Volevo solo
ricordare due momenti delle tante iniziative della
rassegna: la rappresentazione teatrale del 5 aprile
“Ribelli per amore”, frutto del percorso del
laboratorio teatrale gestito dall’attrice Arianna
Scommegna, e che ha visto impegnati una dozzina di
ragazzi/e di III media. Il secondo momento è la
realizzazione del murales lungo il naviglio, con la
collaborazione di Andrea flash-one Montrasi. Linguaggi e
momenti diversi, che hanno allargato vedute, ci hanno
permesso di dialogare con tante persone, e lasciarci
contaminare anche da chi è più giovane. Sentire
raccontare la storia della Resistenza di Cernusco da
ragazzi e ragazze delle medie è statà un bellissima
emozione, mai scontata e più viva di quanto possiamo
immaginare.
E questo lavoro
educativo, di trasmissione della memoria, oggi per
tutti noi è il lavoro culturale che dobbiamo
intraprendere con tenacia, pazienza ma anche serenità,
fiducia e dolcezza.
Concludo con le
parole di un ragazzo partigiano di Parma, Giordano
Cavestro, studente di 18 anni, fucilato dai fascisti
repubblichini il 4 maggio 1944 a Bardi: «Se vivrete,
tocca a voi rifare questa povera Italia che è così
bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e
le ragazze così care. La mia giovinezza è spezzata, ma
sono sicuro che servirà da esempio». Ripartiamo da
questa speranza.
Ora e sempre
resistenza
Viva il 25 aprile
Viva la
Costituzione Italiana
Danilo Radaelli
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