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L’emergenza
educativa è sempre più pressante e, per certi versi,
angosciante nel clima di desertificazione dell’umano, di
cui ha parlato Benedetto XVI al Sinodo dello scorso
ottobre. “Non possiamo far finta di nulla. Anzi non
riusciamo. Come si fa a rimanere insensibili di fronte
al grido di una generazione che sembra non avere più né
padri, né maestri, in una situazione tra l’altro in cui
sembra che scarseggino anche i testimoni?” Con queste
parole il Rettore, Rosario Mazzeo, apre il convegno di
Sabato 10 novembre di fronte ad una sala affollata ed
attenta.
Pone quindi alcune domande commentando il titolo dato al
convegno: “Educare fa crescere. Testimonianze”
organizzato dal Istituto “L’Aurora Bachelet” con la
Scuola dell’Infanzia “Suor M.A. Sorre”, in
collaborazione con il Decanato di Cernusco e con il
patrocinio del Comune di Cernusco S/N..
Porta i saluti don Ettore Colombo,
prevosto di Cernusco, che in modo semplice e sintetico
risponde alle domande citando il discorso del Papa
sulla preziosa funzione delle scuole cattoliche e san
Gregorio Magno che diceva ai fedeli “ Per voi imparo ciò
che per voi insegno”: nell’atto educativo cresce sia il
maestro sia il discepolo, cresce in ogni aspetto
dell’umano, anche nella fede, in un coinvolgimento
reciproco all’interno della comunità.
Interviene subito dopo Don Edo Canetta,
docente di religione nelle scuole superiori e professore
di italiano in diverse università del Kazikistan.
Racconta l’esperienza di stupore di fronte al fatto che
il sistema scolastico Kazaco, improntato ancora secondo
modelli sovietici, da una parte, offriva
una buona preparazione dei ragazzi in matematica e
danza, dall’altra era ambiente in cui nessuno faceva
domande. Spiega con esempi molto chiari che educare è
accompagnare all’ingresso della realtà totale. Aggiunge
che in kazako la parola “akhikat” indica sia realtà sia
verità. L’educazione è dunque una questione d ricerca e
verifica della verità nella realtà.
Segue l’intervento della
Dott.ssa Alessandra Scalese,
ortopedico ed
educatrice, che testimonia come educare diventi un
prendersi cura del bene dell’altro, tenendo conto
dell’unicità di chi si ha davanti e della necessità che
questi sia protagonista della sua crescita. In questo
modo di sicuro cresce anche l’educatore. Sullo stesso
tono sono gli interventi dei coniugi Panzeri, genitori
di un bambino di cinque anni affetto di una malattia
genetica.
“Chi é educato e, quindi, cresce sono io”. Racconta il
dott. Martino Panzeri :“ Sono in pratica condotto da mio
figlio a guardare fino in fondo e quindi a vivere
concretamente la fede. Con lui nulla è scontato.
Guardarlo ed accoglierlo è riconoscere che prima non
c’era, ora c’è e mi viene dato per camminare con lui”.
Gli fa eco la moglie, Elisa Ricci: “Se è un bene
per lui quello che sta accadendo – afferma - è per me.
Con Lui imparo che il mondo é sempre un bene. Si può
stare nel reale senza censurare nulla e quindi senza
paura. Cresce quindi la mia attesa, la mia curiosità
verso quello che sta per accadere”.
I presenti sono visibilmente colpiti dalle
testimonianze. Alcuni intervengono con domande di
approfondimento e di sviluppo. Le risposte dei quattro
“testimoni” si possono riassumere nella frase seguente:
l’educazione non é l’education degli anglosassoni, ma
un’esperienza, esito continuo dell’accogliere e del
prendersi cura, del lasciarsi interpellare e quindi
assecondare domande e verificare ipotesi di risposte,
del condividere la bellezza del vivere, l’impegno per il
bene di ciascuno, la gioia che è desiderio di tutti, in
ogni ambito del vivere. Al termine viene proiettato un
video che illustra in modo efficace l’originarsi di una
delle risorse fondamentale dell’educare: la comunità.
Si chiude in questo modo originale
un interessantissimo confronto pubblico sull'educazione
come fattore di crescita di ogni uomo, a partire da
qualificate testimonianze di persone impegnate nella
scuola, in famiglia, negli oratori; un convegno
sull’educazione, a cui hanno aderito numerose
scuole materne e diverse realtà associative del
territorio.
Prof. Rosario Mazzeo,
Rettore
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