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Si è tenuta il 31 Maggio a Fiera Milano City la
conferenza stampa di Ai.Bi. Amici dei Bambini., presso
la Fiera della Famiglia, iniziativa che si inquadra
nelle attività del VII Incontro Mondiale delle Famiglie.
Il presidente dell’Associazione, Marco Griffini, ha
illustrato l’entità della crisi che sta colpendo le
adozioni internazionali: «Dal 2006 al 2011 i decreti di
idoneità all’adozione internazionale, concessi alle
coppie italiane dai tribunali dei minori, sono calati da
6.273 a 3.179: un crollo del 49%, accompagnato da un
calo di disponibilità ad adottare del 32% avvenuto nel
giro del solo quadriennio 2006-2010. Una progressione
che – ha aggiunto Griffini – se manterrà questo passo,
porterà entro il 2020
alla fine delle adozioni internazionali».
E mentre in Italia si prosciuga il bacino delle famiglie
disponibili all’accoglienza, il fenomeno dell’abbandono
minorile continua a crescere al ritmo di 5milioni di
nuovi abbandoni l'anno; sarebbero 168milioni i minori
che, nel mondo, vivono fuori dalla famiglia (dati
UNICEF).
Le cause di quanto avviene in Italia sono, secondo
Ai.Bi.:
un accanimento da parte dei servizi nella selezione
delle coppie, che indaga ed estenua le potenziali
famiglie adottive; un iter burocratico troppo lungo e
scoraggiante che arriva sino a 48 mesi; costi
insostenibili fino a 30mila euro per adozione.
In questo contesto
Ai.Bi. lancia un’innovativa proposta di riforma della
legge 184/1983 sulle adozioni internazionali, riassunta
nel Manifesto “Oltre la Crisi per una nuova legge
dell’adozione internazionale” aperto alla sottoscrizione
delle famiglie, e una campagna di sensibilizzazione.
Il Manifesto illustrato da Marco Griffini si articola in
sei proposte principali:
-
non più selezione ma accompagnamento:
la coppia è una risorsa da valorizzare
-
eliminazione delle competenze dei
Tribunali per i Minorenni e celerità dell’iter con
l’introduzione di termini perentori
-
drastica riduzione del numero di enti
autorizzati grazie all’innalzamento dei requisiti
organizzativi in Italia e all’estero per ottenere
economie di scala, al fine di ridurre i costi
-
istituzione dell’Ambasciatore delle
adozioni internazionali, al fine di inserire
l’accoglienza dei minori stranieri nella politica
estera dell’Italia
-
adozione ai single per i bambini
speciali (gruppi di fratelli, disabili, bambini con
più di 7 anni d’età)
-
kafala, affido internazionale e
adozione del nascituro.
Marco Griffini dichiara: «Abbiamo concepito
quest’iniziativa allo scopo di salvare l’adozione
internazionale, proponendo la gratuità delle adozioni
internazionali per le fasce meno abbienti senza andare a
pesare di un solo euro sul bilancio dello Stato. Il
nostro Paese soffre ormai di un fenomeno di decimazione
delle coppie accoglienti, provocato da una cultura
sociale e giudiziaria di natura inquisitoria che vede le
coppie aspiranti come degli egoisti, pronti a tutto pur
di avere un figlio. In realtà adottare dovrebbe essere
la cosa più naturale del mondo».
È stata quindi presentata la campagna di comunicazione,
elaborata a supporto dell’iniziativa, che si articola in
uno spot televisivo, un messaggio radiofonico e quattro
annunci stampa multi-soggetto in stile call to action.
Lo spot, ideato per Ai.Bi. dall’agenzia BCube, che da un
anno sostiene l’associazione con il suo contributo
pro-bono, è realizzato con l’obiettivo di sensibilizzare
il pubblico televisivo al dramma dell’abbandono,
utilizzando uno stile innovativo e a misura di famiglia.
«Nelle immagini dello spot – ha dichiarato Francesco
Bozza, direttore creativo di BCube – scorre la storia di
una bambina abbandonata, impegnata a tavola in una
conversazione di fantasia con un papà e una mamma
disperatamente desiderati ma inesistenti. Il filmato
avvolge in un’atmosfera poetica e familiare e immerge in
una colloquialità intima e senza fronzoli, al tempo
stesso fortemente realistica e simbolica, per poi
lasciare in ascolto del grido stesso dell’abbandono
della piccola: non lasciatemi sola!».
I soggetti stampa sono stati ideati dall’agenzia interna
di Ai.Bi., che ha predisposto una serie di annunci call
to action il cui obiettivo è da un lato di colpire
direttamente, nel tentativo di superarli, i tre maggiori
ostacoli culturali dell’adozione – l’aspra selezione
delle coppie, gli alti costi, i lunghi tempi dell’iter
–; dall’altro, di aprire l’adozione ai single.
Lo spot radio, riferendosi ai tre ostacoli indicati,
aiuta l’ascoltatore a superarli mediante l’ausilio di un
“amico navigatore”.
Il tutto si conclude con l’invito a sottoscrivere il
Manifesto sul sito
www.aibi.it.
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