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Mi capita di leggere
articoli riguardanti la Chiesa e in particolare la
nostra di Milano e ritengo che per informarsi meglio sia
meglio informarsi da più fonti, pertanto leggo diverse
testate giornalistiche.
Mi stupisco sempre
quando lo faccio da La Padania, un giornale che sulla
Chiesa e sul Papa in 15 anni ha detto tutto e il
contrario di tutto, proprio come alcuni slogan tipici di
stampo Padano che rasentano l’ossimoro.
Prendete il “Padania
Cristiana”.
Che il nord Italia
sia culturalmente impregnato di cristianesimo è un fatto
storico e ricordarlo sui muri delle nostre città non
serve a risvegliare le coscienze, ma bensì a farle
assopire, confinando l’essenza del credo più liberante
del mondo dentro le catene della civiltà occidentale.
Se poi lo slogan
viene ripetuto alla noia perfino dal Parlamentare
europeo, Borghezio, come un auspicio di liberazione
dagli esseri umani non battezzati, si rasenta oltre che
l’ossimoro, la bestemmia contro quel Dio che da duemila
anni non fa più distinzioni tra Giudei e Samaritani.
Che Borghezio, in
nome del suo credo, che non può essere considerato
cristiano, poi dica di condividere le idee del malato
mentale che a Oslo fece 90 vittime civili per denunciare
il pericolo islamico in Europa ne è la conferma.
Mi domando perplesso
che prototipo di cristiano abbia in mente però chi
simpatizza per la Lega?
Borghezio o Cristo?
Ma ora veniamo a noi
e al territorio.
Su la Padania del 9
settembre scopro con grande stupore che l’uscente
cardinal Tettamanzi, da sempre osteggiato dal carroccio,
viene ribattezzato cardinale del “dialogo con i
lontani”, termine usato con accezione negativa anziché
positiva.
Poi si augura
all’entrante Scola di essere il cardinale del “dialogo
coi vicini” ovvero coi milanesi, aggiungo io magari già
battezzati.
Così capisco che si
sta accusando Tettamanzi, cito testualmente “ che per il
suo impegno a favore dei diritti dei deboli, a furia di
occuparsi degli stranieri ha purtroppo perso il contatto
con i vicini”
Ridicolo! come se un
Pastore potesse fare distinzione tra le sue pecore
badando solo alle nate il loco, disinteressandosi delle
altre smarrite…
Mi domando se il
giornalista che scrisse quell’articolo avesse mai letto
il Vangelo in vita sua
e se sapesse che
tante famiglie residenti a Milano, che a causa dei
licenziamenti post-crisi si sono trovate in difficoltà,
sono restate a galla e non sono sprofondate del tutto
grazie al “Fondo Famiglia Lavoro” fondo anticrisi della
diocesi di Milano voluto guarda un po’ da Tettamanzi.
Non contento
l’autore del pezzo chiude augurandosi “…che la Chiesa
ritorni tra la gente portando speranza e certezza per il
futuro”. Passi la speranza, ma la certezza per il futuro
compete alla politica e a chi governa, ma forse
ultimamente questo sfugge alla Lega.
Ricordo comunque che
questa iniziativa del Fondo ha messo a disposizione
finora euro 13.000.000 per aiutare più di 6.000
famiglie della nostra diocesi.
Non mi stupirei se
un giornalista così poco attento tra poco perdesse il
lavoro; non glielo auguro, si intenda, ma se succedesse
forse potrà beneficiare anche lui di quella grande
umanità dei milanesi e dei loro cardinali che hanno
sempre saputo condurre le loro greggi tra le difficoltà
verso orizzonti di fraternità e accoglienza, nonostante
certe bestemmie.
P.S.: a proposito
guardate il link dell serata che si terrà il 24 ottobre
a Milano su questo tema:
http://www.chiesadimilano.it/cms/vita-ambrosiana/dal-territorio/il-24-ottobre-lega-e-chiesa-alla-fondazione-lazzati-1.47645
Andrea Gadda
Partito Democratico
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