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Nel bilancio del Pirellone non trovano spazio i soldi
per la nutrizione artificiale a domicilio e per le cure
palliative. L’ennesima dimostrazione che sui temi etici
bisognerebbe prima di tutto dare il buon esempio.
In Consiglio Regionale sono accaduti due fatti solo
apparentemente marginali.
Si tratta di due prove del fatto che esistono due
“politiche” :quella che si fa sulle prime pagine dei
giornali e quella che si fa nelle istituzioni.
La prima non costa nulla, solo parole, la seconda è la
misura della serietà dei politici perché attribuisce
risorse, disciplina rapporti, entra nel concreto, se ci
riesce.
Purtroppo anche su temi delicatissimi che si
accompagnano alla sofferenza di tante persone la
politica delle parole non ha saputo trattenersi tentando
di dare lezioni di moralità (pensiamo ancora a
Berlusconi quando parlava dei temi etici assumendo
un’aria seriosa….), e tentando di dividerci tra fautori
della morte e paladini della vita, mentre la politica
delle istituzioni, invece, credendoci distratti, fa quel
che vuole.
Ci indigniamo per tutte le testimonianze della “bassa “
politica, non solo per il Bunga Bunga, e per questo vi
segnaliamo i fatti che testimoniano il disprezzo per la
vita sofferente:
1)Il servizio di nutrizione artificiale domiciliare è
stato al centro di un ordine del giorno presentato da
Carlo Spreafico, consigliere PD, durante la discussione
al bilancio in Consiglio regionale a fine anno. Ma il
documento è stato bocciato dalla maggioranza, nonostante
l’importanza del suo contenuto.
Gli addensanti alimentari servono in malattie
particolari che presentano problemi di deglutizione,
conseguenti a tumori o altre patologie. Per il tipo di
malattia, i pazienti richiedono come alimenti addensanti
e integratori, somministrati attraverso il metodo della
nutrizione artificiale domiciliare, che è a carico del
servizio sanitario regionale per tutta la durata del
ricovero e della degenza post ospedaliera. Ma nel caso
dei pazienti cronici assistiti a livello domiciliare,
non ci sono garanzie che il servizio venga pagato dalla
sanità regionale.
«Eppure, sulla nutrizione artificiale si sono fatte e si
continuano a fare battaglie, sostenendo che non di
terapia si tratta, ma di un diritto fondamentale e
quindi in nessun caso sospendibile. E’ importantissimo
nutrire chi vuole vivere. Com’è possibile che la regione
non la paghi?», commenta Paolo Della Cagnoletta,
segretario del Partito Democratico di Cernusco sul
Naviglio.
2) Altra incoerenza del Pirellone. Sempre il consigliere
Spreafico ha presentato un ordine del giorno per
chiedere di prevedere e provvedere a mettere a
disposizione un’apposita somma tra le poste del bilancio
di previsione 2011 dedicata alle cure palliative e alla
cura del dolore. Ma la maggioranza Pdl e Lega lo ha
bocciato.
Eppure nel Piano Socio Sanitario Regionale è stato
approvato un piano di programmazione degli investimenti
che impegna a prestare grande attenzione ai temi delle
cure palliative e della cura del dolore. Inoltre, da
quest’anno esiste anche una legge nazionale, la numero
38 del 15 marzo 2010, che prevede disposizioni per
garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia
del dolore. Ma Pdl e Lega hanno preferito fare orecchie
da mercante, trascurando oltre mezzo milione di
lombardi, sofferenti a causa di un dolore cronico di
intensità severa e gli oltre 35mila malati in fase
avanzata a causa di una malattia irreversibile.
«Alla prova dei fatti il centrodestra si dimostra assai
poco attento alle esigenze di quei malati gravi che
strumentalizza nel nome di una “difesa della vita”
giocata sul tavolo della politica solo per tornaconto
elettorale», commenta Della Cagnoletta.
Il circolo PD
di Cernusco sul Naviglio
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