Cari cernuschesi,
mi rendo conto che
rispondere all’Unione Laica di Cernusco sul
Naviglio, significa dargli un peso che non ha;
specie alla luce di uno sgangherato comunicato che
mette insieme asili, fiducia al governo, feste
natalizie, PGT, Roma, crisi economica e chi più ne
ha più ne metta (e la fame nel mondo? Eddai avete
fatto 30, fate 31).
Ciononostante,
l’assurdo comunicato può dar spunto a una
riflessione seria su dove siamo arrivati:
l’amministrazione comunale viene criticata per aver
addobbato la città, in tema con la festività più
sentita dell’anno.
Questo non perché non
si voglia la festività. Non perché non si voglia
l’abbellimento mirato. Non perché si contesti che il
Presepe non sia a tema col Natale (come si
potrebbe?).
Tutto questo per un
solo motivo: perché ci sono di mezzo i cattolici,
bersagli facili, di moda e generalmente poco inclini
allo scontro.
Per fare un paragone,
sarebbe come chiedere che il 25 Aprile non si
esponesse la bandiera italiana: sapete, è poco
rispettosa nei confronti degli apolidi.
Probabilmente anche degli stranieri, ma quelli non
si son mai sognati di contestarla.
Piaccia o non piaccia,
questo Paese, questa città, nascono e hanno le
proprie radici nella tradizione cattolica.
Una tradizione che ci
ha regalato tante cose: la Caritas, il volontariato,
le associazioni, gli oratori e moltissimo altro, tra
cui anche alcune festività tutt’oggi molto sentite
dalla comunità, anche da chi non si ritiene
cattolico.
Si vorrebbe che queste
tradizioni, queste festività, non venissero
celebrate e ricordate perché a pochi non interessano
o non piacciono?
Ma questa sarebbe la
dittatura della minoranza, una minoranza chiassosa
che per puro dispetto vuol vietare alla maggioranza
di avere qualcosa di caro.
Questa è la filosofia
di chi vuole togliere agli altri senza aggiungere
nulla di suo: togliere tradizioni, togliere valori,
togliere bellezza (come bello è il presepe esposto)
per sostituirle con il nulla; perché, si sa, il
nulla non dà fastidio a nessuno.
Lasciamo volentieri
allora il nulla a costoro, purchè non obblighino
anche noi a rimanere solo con quello.
Buon Natale e sereno
anno nuovo a tutti
Ugo
Sirtori