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A partire dal mese
di luglio fino ad arrivare ad oggi sono cambiate diverse
posizioni all’interno dell’amministrazione comunale
guidata dal sindaco Eugenio Comincini, però nulla di
tutto ciò è stato condiviso e comunicato al consiglio
comunale e quindi alla città. Parlo di due assessori
uscita dalla Giunta e due assessori nuovi entrati che
senza nemmeno essere stati presentati in consiglio hanno
iniziato a lavorare come se niente fosse accaduto. A
tutto questo si va ad aggiungere la situazione del
consigliere Gargantini prima uscito dal gruppo
consiliare del partito in cui
era stato eletto (PD) e oggi seduto addirittura nei
banchi dell’opposizione. A tutto ciò si aggiunga la poca
chiarezza sulle posizioni di esponenti di liste, quali
Italia dei valori da una parte e Federalisti Cernuschesi
dall’altra che hanno appoggiato Comincini alle ultime
elezioni e sono di fatto fuori dalla coalizione che
guida il paese. Ecco il quadro politico all’interno
della maggioranza sembra un po’ confuso e nello stesso
tempo inquietante data la sua evidente instabilità nella
apparente graniticità. Ma ciò che lascia ancor più
perplessi è vedere come la città sappia poco di tutta
questa situazione nonostante l’amministrazione abbia più
volte parlato o meglio millantato di una forte
partecipazione dei cittadini alla vita
dell’amministrazione comunale. Non basta organizzare
“giunte in piazza” che hanno un sapore molto elettorale.
Deve essere rispettato il ruolo dei consiglieri
comunali, che sono i rappresentanti del popolo e per
questo eletti. Essi non sono solo il pegno da pagare una
volta al mese ai quali elencare le decisioni prese da
una maggioranza che rappresenta si e no il 35% dei
cittadini. Dunque l’uscita di Gargantini dalla
maggioranza e le varie passerelle in giunta mettono
fortemente in evidenza come questa amministrazione stia
implodendo su se stessa.
Inoltre nonostante le
dichiarazioni di altri membri dell’opposizione, il
gruppo PDL ci tiene a sottolineare la propria distanza
dalle posizioni politiche espresse in diverse occasioni
dal consigliere Gargantini, posizioni di sinistra che
più volte si sono fermamente opposte alle proposte
politiche dell’attuale governo nazionale, lombardo e
milanese.
Apprezziamo il coraggio di
Gargantini per essere uscito dal partito in cui non si
riconosceva più, e il diritto formale di restare seduto
in consiglio comunale ed esercitare il suo ruolo, ma una
volta dichiarato di non voler più nemmeno appartenere
alla maggioranza in cui era stato eletto, avrebbe fatto
bene a dimettersi dal ruolo da consigliere.
Comunque il PdL, conscio che
una non contrarietà o anche solo una astensione nel voto
sulle delibere inerenti il bilancio di previsione e
sullo stato di attuazione dei programmi significa essere
in maggioranza, vigilerà attentamente sulla reale
opposizione di Gargantini a partire già dal prossimo
Consiglio comunale del 28/9.
Il Gruppo Consiliare
PdL
Fabrizio De Luigi, Gianluigi Frigerio, Giorgio Monti,
Mario Oriani
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