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Tutti ormai sanno
che è caduto un pezzo di un affresco di Villa Alari.
L’amministrazione precedente ha acquisito la Villa dai
frati: così ci siamo appropriati di un grande patrimonio
culturale. Ma ora la Villa è vuota da circa 3 anni e
rimanendo chiusa (umida e fredda) è ovvio che gli
affreschi non possono che rovinarsi. Comincini e la sua
giunta al posto di trovare una soluzione
seria,definitiva, originale per il futuro della Villa,
hanno dormito sugli allori e non hanno combinato nulla,
partorendo 2 o 3 ipotesi ridicole, poi risoltesi in un
nulla di fatto. Sarebbe troppo facile per Comincini
gettare tutta la responsabilità sulla Mandelli, che
aveva la delega alla Villa, o sulla precedente
amministrazione, responsabile di aver acquistato “un
pacco”, come il sindaco sostiene su Cernuscoinfolio del
14/5/10. Adesso poi che i cocci sono rotti, si è
comandata un’ispezione: ma prevenire non era meglio che
curare? Certo amare la Cultura a parole è ben diverso
dal dimostrarlo nei fatti! E se la caduta di
quell’affresco fosse solo l’inizio di un progressivo
peggioramento? Forse Comincini vuole aspettare che ne
cada un altro “a causa della vetustà”, prima di
svegliarsi? Inoltre nella Villa c’è una piccola cappella
in marmo, che è usata come dormitorio da immigrati
probabilmente clandestini che, avendo lasciato un
giornale porno in arabo, è lecito pensare che abbiano
soddisfatto i loro bassi istinti pure davanti al
crocifisso! L’incuria in cui Comincini ha lasciato la
Villa ha portato anche a questo schifo. Questa giunta
non è stata in grado neanche di proteggerla, figuriamoci
valorizzarla. Forse stavolta la Cultura non è alla loro
portata: definire questo gioiello dell’architettura
storica milanese un “pacco” avvalora purtroppo la nostra
tesi.
PDL Cernusco
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