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…e dopo tanta attesa, aspettative, curiosità ecco che il
gran giorno in cui la politica rende pubblico alla città
il disegno di questo PGT è finalmente arrivato!
Premetto che non sarò breve nella mia esposizione, così
come presumo non lo saranno i tecnici nella loro
illustrazione di dettaglio, ma credo che ciò sia
inevitabile non solo per le dimensioni e la complessità
di questo nuovo strumento di pianificazione della città,
ma anche per poter dare a cittadini e Consiglieri quante
più conoscenze e informazioni utili per un confronto
che, mi auguro, possa essere sereno e proficuo.
Come ormai tutti sapete il PGT è il nuovo strumento
urbanistico con il quale CSN, in tutte le sue
ramificazioni pubbliche e private, si dovrà, d’ora in
poi, confrontare.
Si tratta di uno strumento che si compone essenzialmente
di tre diversi documenti, tutti egualmente importanti,
formalmente separati ma accomunati, come è naturale, da
un’unità d’intenti e di obiettivi che mette in stretta
relazione i diversi aspetti trattati separatamente:
• Il Documento di Piano, con il quale si sono disegnate
le strategie generali e le trasformazioni della città;
• Il Piano della Regole, una sorta di legge disegnata,
con il quale si sono gestiti gli spazi privati della
città e che assomiglia un po’ al vecchio PRG, sia nella
forma delle tavole che delle norme attuative;
• Il Piano dei Servizi, il documento con cui si è
disegnato il governo della città pubblica, ovvero gli
spazi ad uso collettivo, i servizi di interesse
collettivo siano essi pubblici o privati, le
infrastrutture e cosi via.
Come si può intuire si tratta di qualcosa di ben diverso
dal classico Piano Regolatore con cui, politici e
tecnici, siamo stati abituati per anni a confrontarci.
Con il PGT il territorio viene governato in modo
differente rispetto al PRG, dentro un disegno strategico
coerente; dunque non può essere recepito, come a volte
mi è parso cogliere durante le fasi di lavoro, come un
nuovo mezzo per gestire i soli sviluppi immobiliari
della città.
Voglio ribadirlo subito con nettezza: non è così e non
lo sarà più!
La costruzione del PGT ha richiesto un lungo lavoro,
durato, ad oggi, quasi due anni, ed in questo percorso
si sono succedute, integrandosi, indagini, analisi,
attività di ascolto e dialogo strutturate (focus group,
assemblee pubbliche, incontri con le forze politiche
prima, durante e al termine del lavoro, riunioni con i
portatori di interessi sia economici che sociali,
incontri con le Consulte) e ancora le discussioni e le
verifiche tecniche delle scelte progettuali che via via
si andavano delineando, e poi, cammin facendo, la
predisposizione di importanti operazioni di salvaguardia
e l’attuazione, anticipandone i tempi, di alcune scelte
strategiche contenute nel Piano, nella consapevolezza
che il periodo di progettazione del PGT non sarebbe
stato breve e la città, per tutta una serie di motivi,
non poteva permettersi di fermarsi e non si è fermata.
Voglio citare alcune di queste scelte, che reputo
significative, non per il semplice gusto del ricordo ma
per introdurre un successivo ragionamento:
• La bocciatura dei PII Mat Plast e Garzanti;
• Il protocollo d’intesa sull’area Mat Plast e la
successiva adozione del PP19 che permetterà la
riorganizzazione dei servizi scolastici della città e la
creazione di opportunità per la ricettività studentesca;
• L’istituzione del Parco Locale d’Interesse
Sovracomunale delle Cave ed il suo ampliamento;
• Il riorientamento dell’intervento del piano di
lottizzazione 64 di Ronco, che ha permesso di
ricostruire un grande corridoio ambientale e mantenere
la separazione con l’edificato industriale di Bussero;
• Le modifiche di convenzioni su Piani attuativi e PII,
tutt’ora in corso, ridefinendo l’esecuzione delle opere
pubbliche ad essi collegate e la quantità economica di
oneri da versare;
• Le modifiche al regolamento edilizio comunale relativo
agli interventi di recupero, ai fini abitativi, dei
sottotetti, definendo come e cosa era possibile
recuperare e ponendo fine, una volta per tutte, a
modalità di recupero mediante i finti tetti dagli esiti,
in alcuni casi, a dir poco scandalosi;
• Le modifiche al regolamento edilizio comunale con
l’inserimento di linee guida finalizzate alla
progettazione per un uso più efficiente dell’energia e
delle risorse (realizzazione di edifici con prestazione
energetica minima del sistema edificio/impianti in
classe B); ( un inciso mi permetto di segnalare il
fatto, che nonostante le forti resitenze iniziali
all’introduzione di questa norma regolamentare, da che è
entrata in vigore abbiamo avuto, stando ai dati riferiti
all’anno 2009 49 concessioni edilizie riferite a nuove
costruzioni nonché demolizioni con ricostruzione di cui
27 in classe B, 20 in classe A e 2 in classe A+)
• L’applicazione in maniera più restrittiva della legge
regionale 13/2009 riguardante “le azioni straordinarie
per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio
edilizio ed urbanistico della Lombardia”, depotenziando
così gli effetti urbanistico/edilizi che questa legge
potenzialmente poteva avere sulla città;
• La realizzazione della nuova strada urbana Dalla
Chiesa – Vespucci
• La realizzazione del parcheggio delle biciclette
presso la stazione MM2 di V.le Assunta e la promozione
di interventi di bike sharing
• La realizzazione del nuovo CDD
• L’avvio della realizzazione di alloggi pubblici (ex
Cariplo e Pietro da Cernusco) da destinare
all’affittanza
• L’avvio della realizzazione del nuovo centro natatorio
E mi fermo qui per ripartire immediatamente con un
ragionamento che anticipavo prima e cioè proviamo a
vedere cosa sarebbe successo se alcune di queste azioni
non fossero state messe in atto.
Sicuramente ci saremmo trovati di fronte ad un PGT
completamento diverso da quello che viene presentato
oggi, sicuramente negativo, almeno secondo il mio metro
di giudizio, per quanto concerne la sostenibilità
ambientale e la qualità dei servizi.
Tanto per riagganciarmi ad alcuni degli interventi che
citavo poc’anzi, proviamo a immaginare la costruzione di
un PGT su una città consolidata in cui fossero stati
ricompresi gli oltre 200 appartamenti sull’area Mat
Plast, i 300 e più appartamenti sull’area Garzanti, i
100.000 mc di capannoni industriali a Ronco,
l’attuazione del Piano casa così come aveva previsto la
legge regionale, il protrarsi nel tempo del sottotetto
selvaggio, la permanenza, ancora per chissà quanto
tempo, nelle strutture scolastiche comunali della scuola
paritaria e del CDD, la non istituzione del PLIS con i
suoi vincoli, la realizzazione di opere pubbliche
connesse ai PII e ai PA non più confacenti alle
necessità della città
Ma il processo di costruzione del PGT non ha subito solo
l’intreccio e l’influenza di questi interventi.
Il nostro PGT ha dovuto subire il condizionamento,
ingombrante, di un Piano Regolatore di fresca data
(l’approvazione risale al 2002), dunque per nulla
archiviato, improntato su una visione molto sbilanciata
verso gli sviluppi privati, fortemente
sovradimensionato, gestito nel tempo con una serie di
varianti, come i PII e i Piani di Zona, che ne hanno
ulteriormente incrementato le capacità edificatorie.
Un Piano Regolatore che ha contribuito in maniera
significativa, pur nei pochi anni della sua concreta
applicazione, alla trasformazione di numerose parti
della città anche con esiti architettonici e
paesaggistici, a nostro parere negativi, trasformando
aree agricole in edificabili con eccessive ed
ingiustificate valorizzazioni delle stesse e permettendo
la costruzione di edifici fuori contesto per linguaggio
e dimensioni (e non mi riferisco ai soli Piani Attuativi
– due su tutti l’ex Alberti e le aree di Abitare nel
Verde e dintorni - provate a pensare anche alle tante
mutazioni di villette in palazzine!!!),
Stiamo parlando di un PRG che sta nell’epoca in cui
viviamo, che sta ancora nel mercato, che non ha esaurito
la sua capacità edificatoria e dove l’onda lunga delle
concessioni e delle nuove edificazioni non solo non è
passata, ma anzi avrà ancora forti effetti sulla città
nel medio periodo.
Tutto ciò per dire che, molto realisticamente, nella
progettazione del PGT abbiamo per forza di cose dovuto
tener conto e confrontarci con le condizioni reali della
città cercando di valorizzare e riorganizzare le risorse
esistenti, la maggior parte delle quali considerate
spesso marginali, separate, sottoutilizzate.
E’ partendo da questi assunti che abbiamo provato a
elaborare l’immagine di quale città volevamo per i
prossimi anni e che si può così sintetizzare:
• medesima importanza e dignità agli spazi, siano essi
aperti o edificati;
• compensazione ambientale per ogni intervento edilizio
dove fossero presenti significativi incrementi
insediativi: e così nel caso in cui fosse previsto l’uso
di aree verdi libere, si dovranno reperire aree verdi da
cedere al Comune, per destinarle a parco o al
rafforzamento della naturalità, in una quantità di 4 mq
per ogni mq di slp edificato; per gli interventi di
riqualificazione urbanistica che non comportino invece
il consumo di suolo, le aree verdi da reperire e cedere
al Comune dovranno essere pari a 2 mq per ogni mq di slp
edificato;
• al posto delle espansioni edilizie previste dal
vecchio piano regolatore, limitati interventi di
completamento, attraverso una pianificazione attuativa
subordinata alla cessione di aree per servizi pubblici,
sia interne che esterne ai perimetri di comparto;
• valorizzazione delle aree agricole e dell’attività
agricola, alla quale riconoscere la funzione di attività
di servizio e di interesse collettivo;
• tutela del centro storico e delle cascine con
l’obiettivo di favorire l’unitarietà degli interventi di
conservazione e di adeguamento, evitare la
frammentazione degli edifici, disciplinare il colore, la
qualità urbana e le prescrizioni di decoro degli stessi;
• estensione del vincolo monumentale agli edifici di
valore storico della città;
• creazione di opportunità di ampliamento e adeguamento
delle aree produttive con particolare riferimento al
nodo di Villa Fiorita che rappresenta un’importante
risorsa territoriale dove poter localizzare un nuovo
centro di servizi e attività rivolto alle imprese;
• reperimento di nuovi spazi per le attrezzature
sportive
• promozione del trasporto pubblico attraverso la
riqualificazione dei nodi della MM2 dalla stazione di
Cernusco centro con il ridisegno e la razionalizzazione
degli spazi a parcheggio e quella di Villa Fiorita,
stazione di interscambio ferro/gomma integrato con il
parcheggio comunale e con la rete della mobilità
ciclabile, ed al perseguimento di un ambizioso progetto
teso a promuovere la realizzazione della nuova fermata
di Melghera;
• nessun nuovo asse viabilistico di attraversamento, con
conseguente soppressione della prevista tangenziale
nord;
• riqualificazione degli assi viari esistenti con
l’obiettivo di rendere più lenta e fluida la
circolazione e disincentivare il traffico passante;
• continuità della rete ciclopedonale, a servizio sia
della mobilità sistematica che di quella ludico
ricreativa, con la connessione tra i diversi ambiti
della città ed in particolare tra la zona industriale e
la stazione MM2 di villa Fiorita;
• riconoscimento e tutela degli ambiti paesistici
costituiti dal PLIS delle Cave, dalle aree agricole a
est della tangenzialina – che abbiamo chiamato “orti di
Cernusco” nel rispetto della tradizione orticola della
ns. città -, dall’asse monumentale del Naviglio della
Martesana ed infine dal Parco Sud con l’affaccio sulla
tenuta di Trenzanesio;
• sviluppo di interventi di edilizia residenziale
sociale, da destinare all’affittanza, per rispondere
alla domanda espressa da quella parte della popolazione
non in grado di rivolgersi al libero mercato anche
mettendo in gioco aree di proprietà pubblica;
• innalzamento della qualità del patrimonio edilizio
attraverso l’incremento degli standard di efficienza
energetica delle nuove edificazioni e la promozione
della qualità architettonica, anche attraverso la
procedura del concorso di progettazione.
• realizzazione di un parco solare in aree già di
proprietà comunale prossimo alla piattaforma ecologica
per la raccolta differenziata dei rifiuti
Queste linee strategiche, che ho cercato di esporre in
maniera sintetica e che guidano il futuro disegno
complessivo di Cernusco sono state poi, nel Documento di
Piano, articolate e strutturate in sette progetti
strategici che riguardano parti specifiche delle città.
Questi progetti, già citati dal Sindaco, hanno
consentito di orientare le scelte e le azioni proprie
del Piano delle Regole e del Piano dei Servizi, e mi
permetto di riprenderli per sintetizzare il perché di
tali scelte:
• Il parco storico monumentale della Martesana
1. perchè rappresenta una realtà consolidata e di
riferimento non solo per i cernuschesi;
2. perché costituisce lo spazio verde infrastrutturato
più importante dell’area urbana milanese;
3. perché negli anni Cernusco ha concentrato sull’asta
della Martesana i principali investimenti pubblici e di
servizi di interesse generale
• Il parco sovracomunale delle cave
1. perché con la sua istituzione si è concretizzata la
scelta di contenere il consumo di suolo
2. perché così si riorientano e si ridimensionano i
futuri sviluppi edilizi, che saranno costretti a
muoversi in un’ottica di completamento di aree già
urbanizzate e di densificazione di comparti già
edificati
3. perché è caratterizzato da un paesaggio di attività
diversificate che lo rendono potenzialmente fruito e
frequentato in tutte le sue parti: dalle cave attive a
quelle recuperate e già destinate ad uso pubblico, dagli
spazi agricoli irrigui alle aree naturalizzate e
forestate, dalle cascine agli spazi per lo sport
4. perché consente di realizzare una continuità
ecologica tra il Martesana ed il Villoresi
• Il centro cittadino: un centro vitale e in evoluzione
1. perché rappresenta uno degli spazi meglio conservati
dell’area milanese in cui sono valorizzate le vie e le
piazze pubbliche, che dovranno essere sempre più
consolidate
2. perché vi è una significativa presenza di attività
commerciali e di importanti funzioni pubbliche di
servizio, religiose e civili (Municipio, ospedale,
scuole, biblioteca, chiesa)
3. perché è direttamente collegato con il parco della
Martesana
4. perché è facilmente accessibile grazie a una corona
di parcheggi pubblici di dimensioni adeguate
• La città delle imprese: mobilità, servizi alle imprese
e qualità del paesaggio
1. perché le aree produttive della ns. città
rappresentano, nell’area milanese, un polo di eccellenza
capace di attrarre importanti società multinazionali ma
anche piccole e medie imprese;
2. perché queste aree produttive, costitute da un
insieme di lotti ed edifici di taglio e qualità
diversificata, sono in grado di garantire, anche in
periodi di crisi, una buona alternanza delle attività e
la possibilità di collocare sul mercato produttivo e
terziario immobili nuovi e in riuso;
3. perché l’impresa che si insedia a Cernusco sa che
incontrerà buone condizioni di accessibilità, di
abitabilità e di qualità della vita;
4. perché se si vuole mantenere, anzi rafforzare, questo
sistema di eccellenza si deve guardare lontano, cercando
spazi per l’innovazione, la ricerca, la formazione e la
ricettività.
• Il margine est e la ricomposizione della città
consolidata
1. perché la tangenzialina sulla S.P. 121 oggi segna il
limite della città consolidata e il piano intende
rispettare tale limite. In passato l’assenza di una
esplicita politica di vincolo a verde e ad uso pubblico
ha fatto sì che il tracciato della strada creasse le
precondizioni per una progressiva saturazione delle aree
adiacenti con insediamenti residenziali e produttivi;
2. perché questa saturazione edilizia ha preso avvio
senza che fosse prevista una adeguata rete viabilistica
e di servizi;
3. perché lì è previsto un ridisegno importante della
città con la riqualificazione delle aree industriali e
commerciali comprese tra via Verdi e via Pasubio, con
l’obiettivo di creare un tessuto misto tra residenziale,
artigianale e commerciale in grado di migliorare la
qualità urbana di quella zona .
• La città dello sport e delle associazioni
1. perché Cernusco rappresenta nell’ambito della
Martesana la città col maggior numero di spazi e
attrezzature per lo sport e una città in cui la
popolazione pratica assiduamente l’attività sportiva;
2. perché la presenza della facoltà di Scienze Motorie e
di due scuole superiori fa sì che a Cernusco sia
presente una popolazione giovane, che utilizza le
infrastrutture sportive; dunque Cernusco può
legittimamente proporsi come città dello sport
3. perchè Cernusco ha un ricco tessuto di associazioni
particolarmente attivo nel campo culturale accreditato
presso l’amministrazione comunale. Alcune associazioni
hanno una storia importante alle spalle e un prestigio
che supera il contesto locale
• Gli orti di Cernusco
1. Perché l’agricoltura urbana della ns. città,
prevalentemente a vocazione orticola, rappresenta
un’eccezione nello scenario agricolo milanese;
2. perché siamo in presenza di attività solide, con una
produzione orticola molto diversificata, con punte di
eccellenza e consolidate esperienze di colture
biologiche
3. perché gli orti di Cernusco, connettendo il parco
della Martesana con il canale Villoresi e il parco del
Molgora, salvaguardano il territorio dall’edificazione e
contribuiscono al consolidamento del paesaggio dal punto
di vista ambientale/ecologico.
4. perché l’attività di cura e coltura del territorio
comunale da parte degli agricoltori rappresenta un
servizio di interesse generale e a tale scopo il Piano
dei Servizi prevede specifiche forme di convenzionamento
tra agricoltori e Amministrazione Comunale ,
Detto questo vediamo adesso di capire quali sono invece
gli scenari insediativi entro cui si è mosso il PGT
rispetto al PRG.
Come già detto il periodo di costruzione del PGT ha
coinciso con una lunga fase caratterizzata da un’intensa
attività edilizia, dovuta anche al fatto che Cernusco è
diventata in questi anni un luogo attrattore e di
riferimento per gli investimenti immobiliari da parte di
molti soggetti .
Dalle rilevazioni che, mensilmente, l’ufficio edilizia
privata effettua per l’ISTAT si ha la conferma della
rilevante attività edilizia nella nostra città: nel
periodo compreso tra il 2000 ed il 2007 il rilascio dei
titoli edilizi complessivi, cioè la somma di quelli
subordinati a pianificazione attuativa con quelli
diretti, evidenzia l’attuazione di circa un milione di
metri cubi residenziali.
Gli interventi edilizi già convenzionati ed in corso di
realizzazione, quelli che hanno concluso l’iter di
approvazione ma non sono stati ancora cantierizzati e
che complessivamente valgono oltre 430.000 mc di uso
residenziale e 150.000 mq di usi differenti dal
residenziale, incideranno sulla città esistente solo nei
prossimi tre-cinque anni.
In questi anni le già significative previsioni
insediative dell’originario Piano Regolatore, che
ricordo erano pari a circa 700.000 mc di residenziale e
290.000 mq di non residenziale, sono state derogate
frequentemente nell’attuazione delle sue previsioni:
• da Piani Integrati di Intervento (PII) per complessivi
150.000 mc di residenziale e 10.000 mq di non
residenziale,
• dalle disposizioni di leggi regionali sul recupero
abitativo dei sottotetti e sul contenimento del consumo
energetico degli edifici,
• dalle trasformazioni del tessuto edilizio esistente
finalizzate non al recupero del patrimonio edilizio
bensì all’incremento delle unità immobiliari; mi
riferisco in particolare a quegli interventi di
demolizione con ricostruzione o di ristrutturazione con
ampliamento in zone a bassa densità, disciplinate però
dal PRG come zone a media densità; si è ottenuto così
che case isolate a uno o due piani, mono o bifamiliari,
potessero essere trasformate in palazzine di due/tre
piani più sottotetto, erodendo lo spazio privato di
solito utilizzato a giardino.
Questo insieme di condizioni, cui aggiungere il fatto
che, nonostante tutto, il PRG non ha esaurito la sua
capacità insediativa stimata in circa 150.000 mc ad uso
residenziale e 130.000 mq ad uso non residenziale, ha
lasciato al PGT tre onerose eredità:
la prima è che di fronte a un’intensa trasformazione
della città, in appena otto anni dall’entrata in vigore
del precedente strumento urbanistico, Cernusco non ha
avuto la capacità di assorbire la portata di questo
carico insediativo in termini di rapporto con i servizi,
con la già fragile rete viaria, con la forma e la
tipologia dei nuovi insediamenti, con la stessa immagine
della città;
la seconda riguarda la sproporzione tra lo sviluppo
avvenuto e i vantaggi pubblici effettivi: a fronte di
consistenti oneri e di molte aree portate alla proprietà
pubblica non sono state realizzate adeguate
infrastrutture (es.assenza viabilità PA2-PA3 e
Castellana) e servizi (scolastici e sportivi)
la terza è relativa al rapporto tra l’offerta residua
che eccede quanto finora realizzato secondo il PRG e le
scelte dei nuovo progetti di Piano.
Il nuovo carico insediativo del PGT, previsto per la
durata temporale del Piano delle Regole e dei Servizi,
ragionevolmente 10 anni, è costituito essenzialmente da
interventi unitari subordinati alla redazione di Piani
Attuativi.
La somma di tali interventi è pari a:
• 52.000 mq di nuova realizzazione residenziale che
prevede il consumo di suolo libero (M1);
• 7000 mq di nuova realizzazione residenziale sociale in
affitto anche qui con consumo di suolo libero;
• 21.000 mq di nuova realizzazione residenziale senza
consumo di suolo libero e da attuarsi attraverso
interventi di riqualificazione urbana (M2);
• da 6700 a 8400 mq di nuova realizzazione residenziale
senza consumo di suolo libero e da attuarsi nell’ambito
di riqualificazione dell’albergo Melghera; l’incremento
da 6700 a 8400 è subordinato alla diminuzione di 5000 mq
del totale della superficie esistente di 33500 mq
• da 20100 (che sommata a 8400 darà 28500 tenedo conto
della demolizione di 5000mq) a 26800 mq (che sommata a
6700 darà 33.500 mq) di riqualificazione dell’albergo
Melghera, senza evidentemente consumo di suolo libero,
da destinare a funzioni di servizio, ricettivo
terziario;
• 34.000 mq di nuova realizzazione ad uso
terziario/produttivo che prevede il consumo di suolo
libero (M1);
• 14.000 mq di nuova realizzazione non residenziale per
attrezzature pubbliche e private di interesse generale
che prevede il consumo di suolo libero;
A ciò va aggiunto il fatto che il Piano delle Regole
prevede una serie di interventi di riqualificazione dei
tessuti esistenti, riguardanti il centro storico e le
cascine, e definiti nel piano delle regole attraverso la
definizione di 32 specifiche schede di progetto.
In sostanza il PGT fissa per i prossimi 10 anni una
quantità di interventi pari a poco meno del 40% rispetto
a quella fissata dal PRG per le funzioni residenziali
(88400 mq di slp ( 52.000 + 7.000 + 21.000 + 8400)
contro i 230.226 mq) stimata per un analogo arco
temporale e con le medesime modalità cioè titoli edilizi
subordinati a Piani Attuativi.
L’insieme delle previsioni del Piano delle Regole e del
Piano dei Servizi con consumo di suolo comporta per i
prossimi 10 anni una quantità inferiore a quella non
attuata dalle previsioni del Piano Regolatore di circa
il 40% ( 107.000 mq di slp (59.000 di residenziale +
48.000 non res.) contro 178.000 mq di slp (51.000 per
usi residenziali e 127.000 non res)
Per quanto concerne invece la capacità edificatoria del
PGT non soggetta a piani attuativi, con il Piano delle
Regole vengono ridefinite le parti a bassa e media
densità (per intenderci le vecchie B1 e B2) riducendo le
parti con usi residenziali a media densità (exB2) di
circa il 40% a vantaggio di quelle a bassa (ex B1).
Con questa scelta contiamo di raggiungere l’obiettivo di
una sensibile riduzione della possibilità di
sostituzione edilizia, a differenza di quanto è avvenuto
finora.
I criteri che hanno guidato la selezione delle parti di
città in cui ammettere le media densità sono stati:
• la prevalenza di edifici isolati con due o tre piani
più sottotetto, edifici a schiera, palazzine con
quattro/sei appartamenti;
• la vicinanza di un’adeguata offerta di servizi e di
un’idonea rete viaria;
• la continuità con tessuti edilizi già caratterizzati
da media e alta densità
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Per quanto riguarda i contenuti del Piano di Servizi mi
limiterò a esporre un po’ più dettagliatamente alcune
questioni che reputo importanti e che, nel mio
intervento, ho solo sfiorato e cioè:
1. La domanda di mobilità
2. La domanda di edilizia sociale
3. La domanda di servizi per l’istruzione
4. La domanda di attrezzature sportive
La domanda di mobilità
Per quanto riguarda l’assetto della mobilità futura,
l’entità contenuta dei nuovi carichi insediativi
previsti dal PGT consente di prevedere interventi mirati
all’adeguamento ed alla riqualificazione della rete
viaria esistente.
Il nuovo assetto viabilistico tiene conto di due
interventi fondamentali che caratterizzeranno lo
scenario evolutivo urbano:
in primo luogo il collegamento Dalla Chiesa – Vespucci,
con caratteristiche di strada urbana che andrà ad
offrire un itinerario alternativo al quadrante nord
ovest di Cernusco;
in secondo luogo la prosecuzione dell’itinerario
costituito dalla tangenzialina est (SP121) verso la
Cassanese e l’innesto alla nuova BRE. BE. MI.
A partire da questi due elementi l’approccio del Piano è
stato dunque quello di evitare la realizzazione di
ulteriori tratte stradali e di lavorare invece sulla
riqualificazione della rete esistente.
L’accessibilità veicolare alle nuove aree di sviluppo
insediativo, siano esse residenziali o di servizio,
verrà garantita da brevi percorsi a cul de sac che si
staccano dalla rete esistente per limitare a monte
possibili effetti di traffico parassitario difficilmente
controllabile.
Nel Piano dei Servizi sono indicati nel dettaglio tutti
gli interventi, sono 22, ne cito comunque alcuni a
titolo esemplificativo:
1. sistemazione della viabilità nei pressi di C.na
Francesca al fine di connettere via Dalla Chiesa con via
De Amicis
2. Nuova via di collegamento tra via Boccaccio e Via
Negri interessate dal piano di zona di edilizia
convenzionata
3. Nuova via di collegamento tra via Castellana, via
Guareschi e Via Negri interessate dal piano di zona di
edilizia convenzionata
4. Nuova via di collegamento tra via Cavour e Via Porta
Il PGT opera poi una scelta radicale sul fronte della
mobilità ciclabile affermando il ruolo della ciclabilità
nel soddisfare gli spostamenti quotidiani e ludico
ricreativi.
L’attenzione alla ciclopedonalità sta nei numeri in
progetto 31 km di nuovi percorsi e si fonda su cinque
aspetti:
messa in sicurezza e protezione dei tracciati
esistenti
ricucitura e completamento della rete ciclabile con
particolare attenzione agli ambiti di nuova
urbanizzazione e accessibilità alla zona industriale
realizzazione di percorsi ciclopedonali a servizio
della fruizione degli spazi verdi del PLIS della cave e
dei parchi di cintura urbana
ricucitura dei percorsi di scala locale con quelli
sovracomunali
integrazione tra ciclabilità e trasporto pubblico con
la realizzazione di aree di sosta e dei servizi alla
ciclabilità
La domanda di edilizia sociale
Riguardo l’edilizia residenziale pubblica Cernusco
presenta caratteristiche interessanti e qualificanti.
Innanzitutto il consistente patrimonio costituito da 555
alloggi (324 ALER e 212 Comunali) che se messo a
confronto con quello degli altri comuni dell’area
Adda-Martesana ci pone di gran lunga al primo posto.
Significativo è anche il confronto tra la percentuale di
abitazioni ERP rispetto al numero totale di alloggi in
città (4.2% contro la media dell’Adda –Martesana del
2.5%)
La seconda caratteristica è che il patrimonio di
edilizia residenziale pubblica è distribuito in tutto il
territorio comunale e ciò ha contribuito a integrare i
diversi strati sociali della popolazione.
Significativa in questa ottica è la presenza di alloggi
comunali nel centro storico.
La terza caratteristica è che Cernusco ha saputo
cogliere l’occasione del bando nazionale sui Contratti
di Quartiere non solo per riqualificare il patrimonio
esistente delle case ALER di via don Sturzo ma anche per
aumentarne la consistenza.
Da quì ai prossimi due anni il già consistente
patrimonio abitativo pubblico verrà ulteriormente
arricchito di 133 nuovi alloggi:
67 in via don Sturzo di proprietà ALER
32 in via Buonarroti nell’ex edificio CARIPLO di
proprietà comunale
16 in via Pietro da Cernusco di proprietà comunale
6 nel comparto ex Lanar che diventeranno di proprietà
comunale
12 nel piano di zona alla Castellana che diventeranno
di proprietà comunale
Al fine di incrementare ulteriormente l’offerta di
abitazioni a canone sociale e moderato, il Piano dei
servizi ha individuato 3 aree tutte di proprietà
pubblica in via Fiume, Via Kolbe e Via Friuli per almeno
altri ottanta appartamenti.
Si tratta di piccole aree, ben inserite nel contesto
urbano, finalizzate a soddisfare una domanda di qualità
e non di quantità .
L’attuazione di questi progetti, le cui linee
fondamentali sono state tradotte in apposite schede
contenute nel Piano dei Servizi, è riservata
all’Amministrazione comunale attraverso specifici bandi
rivolti a operatori privati, siano essi cooperative o
imprese e la successiva assegnazione tramite graduatorie
comunali.
Il Piano dei Servizi, al fine di aumentare l’offerta di
edilizia sociale, ammette infine anche la possibilità di
deroga alla capacità edificatoria nel Piano delle Regole
per i campi della modificazione M2 (Via Pasubio) nella
misura massima del 20% della SLP con destinazione
residenziale se almeno la metà di questo incremento
verrà destinato a residenza sociale.
La domanda di servizi per l’istruzione
La stima della domanda delle strutture scolastiche è
stata costruita su un modello previsionale il cui
obiettivo primario è stato quello di valutare
l’eventuale necessità di reperimento di nuove aree, in
aggiunta a quelle esistenti, con cui rispondere ad una
ipotetica domanda in un arco di tempo definito.
Per elaborare questo modello previsionale si sono tenute
in considerazione tutte le componenti della popolazione
residente a Cernusco, quella gravitante a Cernusco e
quella indotta dagli strumenti urbanistici, sia del
Piano Regolatore nella misura degli interventi già
assentiti che si realizzeranno nel prossimo futuro sia
del PRG in relazione ai nuovi carichi insediativi.
Da questo modello matematico è emerso che:
per la scuola dell’infanzia le tre strutture pubbliche
hanno raggiunto il massimo della capienza. Ulteriori
interventi di ampliamento in queste strutture sono di
difficile attuazione sia per ragioni tipologiche degli
edifici che di natura normativa. E’ quindi realistico
ipotizzare già nel primo quinquennio di validità del
Piano dei Servizi la realizzazione di una scuola per
l’infanzia;
la domanda per la scuola primaria è particolarmente
urgente se pensiamo che la struttura di via Manzoni deve
ridurre il suo sovraffollamento passando da 30 a 25
aule. La realizzazione nel prossimo biennio della nuova
struttura della scuola parificata Aurora consentirà di
tamponare la domanda espressa nel modello revisionale.
Per quel che riguarda il Piano dei Servizi è realistico
immaginare, che anche qui, già nel primo quinquennio di
validità del piano la realizzazione di una scuola
primaria (almeno 10 aule più i laboratori)
per quanto riguarda le scuole secondarie di primo
grado il modello matematico non evidenzia nel breve
periodo un fabbisogno di una nuova struttura considerato
che nel primo quinquennio di validità del Piano la
domanda sarà assorbita dagli spazi resi disponibili
dalla realizzazione della scuola paritaria Bachelet.
L’ubicazione della nuova struttura scolastica è
individuata nella zona est della città riequilibrando
così l’attuale distribuzione della strutture scolastiche
sbilanciata verso il settore ovest ed in considerazione
del fatto che i nuovi carichi insediativi in attuazione
del Piano Regolatore sbilanceranno ulteriormente il
rapporto domanda/offerta a svantaggio del settore
orientale della città.
Il piano individua tre nuove aree per rispondere al
fabbisogno di attrezzature scolastiche, tutte
localizzate nel settore est.
L’area individuata per la realizzazione della scuola
primaria e dell’infanzia è posta all’interno del campo
della modificazione M1-4 (ex PL9) prevista in cessione
all’amministrazione comunale contestualmente alla
realizzazione degli insediamenti residenziali. Una
specifica disciplina del Piano della Regole assicura la
possibilità per l’Amministrazione di attuare le
previsioni del Piano a fronte dell’eventuale inerzia
dell’operatore privato.
Il Piano individua anche un’area nella zona nord (ex
PA2), già di proprietà pubblica, in cui consentire,
attraverso un bando di evidenza pubblica, a privati di
realizzare una scuola per l’infanzia paritaria.
La domanda di attrezzature sportive
L’offerta complessiva di spazi e attrezzature sportive è
costituita dai due centri sportivi comunali di via
Buonarroti e via Goldoni oltre che dalle attrezzature
scolastiche e da quelle private parrocchiali.
La modalità d’uso, anche in relazione al numero di
associazioni sportive presenti e al numero degli
associati e degli utenti generici, evidenzia opportunità
di riorganizzazione interna e, secondariamente, la
necessità di nuovi spazi e attrezzature.
Dalla rassegna delle questioni relative agi impianti e
attività sportive non emerge dunque un problema
strettamente quantitativo, emergono piuttosto necessità
di miglioramento nella gestione dei tempi e delle
modalità di utilizzo e ampliamento degli spazi esistenti
evitando la compartimentazione e migliorando la
condivisione delle strutture e dei servizi.
La prevista trasformazione della piscina nel centro
natatorio ha sottratto degli spazi ad altre discipline
sportive che devono essere ricollocati in ambiti
confinanti o prossimi al centro sportivo per non dover
replicare le attrezzature di supporto.
Tali spazi potranno essere reperiti a nord dell’attuale
area (il Piano delle Regole prevede lì un ambito di
modificazione M1-8), e a ovest, lungo il Naviglio a sud
di via Buonarroti, una nuova area potrà essere
assicurata dalla previsione di un piano attuativo
subordinato alla cessione dell’area all’Amministrazione
Comunale.
Per quanto riguarda il centro di via Goldoni la scelta
di localizzare in quella zona le nuove strutture
scolastiche offre la possibilità di incrementare gli
spazi per attrezzature sportive polifunzionali nel
settore nord ovest della città dove si è avuto e si avrà
nel futuro un incremento insediativo.
Voglio poi sottolineare uno specifico aspetto
riguardante il rapporto tra parchi pubblici e attività
sportive organizzate.
Tali attività sono sempre ammesse purchè siano
salvaguardate le compatibilità con le altre funzioni di
utilizzo dei parchi.
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COSTI e RISORSE DEL
PIANO
I costi degli interventi previsti nel Piano riferiti a
edifici e attrezzature per servizi, parchi e giardini,
spazi e attrezzature per la mobilità e percorsi
ciclopedonali, la stima delle risorse derivanti dagli
oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e dei costi
di costruzione così come la verifica della sostenibilità
economica del Piano sono descritti dettagliatamente nel
Piano dei Servizi.
Mi limito a riassumere sinteticamente i dati.
Costi stimati per i nuovi interventi comprensivi della
nuova scuola e di un contributo comunale per la
realizzazione della nuova fermata MM2 a Melghera:
€ 15.700.000
Apporti economici derivanti dagli oneri al netto di
futuri aggiornamenti e degli scomputi per la
realizzazione di opere all’interno dei Piani Attuativi:
€ 17.700.000
Quota di copertura parziale della spesa per opere di
manutenzione straordinaria (rimantatura strade,
interventi nelle scuole e edifici pubblici, parcheggi
ecc) con oneri di urbanizzazione stimata su 10 anni:
€ 10.000.000
Deficit da coprire attraverso aggiornamento degli oneri
di urbanizzazione, attraverso la definizione degli oneri
aggiuntivi oltre all’incremento dell’attività di
reperimento di contributi presso Regione, Stato,
Comunità Europea, Fondazioni:
€ 8.000.000
Giordano
Marchetti
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