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E' con un certo
stupore che abbiamo appreso della espulsione di fatto
del consigliere Gargantini dal PD, ma in qualche modo lo
avevamo previsto anche se speravamo che ciò non
avvenisse, che i tempi delle scomuniche e della ferrea
disciplina di partito fossero ormai finiti, ma così non
è stato.
Lo avevamo previsto perché il PD, a Cernusco forse più
che altrove, o meglio in periferia più che a livello
nazionale, mostra tutti i tratti del partito chiuso in
se stesso, dominato da ristretti gruppi di potere, a
parole e per la facciata aperti a sceneggiate come le
“primarie”, ma nella sostanza governato da una perversa
logica centralistica ereditata dal passato.
Abbiamo pensato che dopo gli strappi a cui ci aveva
abituato la senatrice Binetti che quasi mai votava con
il suo partito, nel PD ci fosse spazio per una pluralità
di sensibilità tant'è che nessuno mai pensò di
espellerla invocando la libertà di coscienza su alcuni
temi particolarmente delicati.
Forse i temi riguardanti la lotta alle speculazioni
edilizie, o un errato uso delle risorse pubbliche, o un
mal utilizzo del territorio, sono meno delicati di
quelli su famiglia, procreazione, ricerca genetica etc.?
Forse che scelte territoriali errate non influiscono
sulla crescita della società nel suo insieme quanto
quelle definite eticamente sensibili?
Così avevamo pensato che le posizioni, peraltro da noi
condivise, di Gargantini in ordine ad alcuni problemi,
non di secondo conto, sul PGT potessero essere
considerate, da quel grande e plurale partito che il PD
pretende di essere, del tutto legittime e riconducibili
ad un democratico e libero manifestarsi di opinioni
diverse.
Così non è stato e la scure della espulsione, pur
edulcorata da caute e misurate espressioni , è calata
inesorabile decretando l'allontanamento di Gargantini a
cui forse, ma non vorremmo essere troppo cattivi, non si
è perdonato di essersi schierato alle primarie con il
laico Marino.
Ormai comunque è fatta è questo PD, così solerte nel
punire i propri aderenti colpevoli di non osservanza di
decisioni troppo spesso prese dagli alleati di giunta ,
tollera ogni giorno i dissensi dei cosiddetti
Federalisti che, senza alcun consigliere, hanno nella
Giunta una loro accolita; costoro comunque non fanno mai
questioni sul “cemento” e forse questo li mette al
riparo da “espulsioni” e rimproveri.
Così vanno le cose a Cernusco sul Naviglio in barba al
rinnovamento, alla trasparenza, al pluralismo, al
confronto, alla partecipazione.
Gargantini comunque deve sapere di non essere solo, di
liberi pensatori, per fortuna, ne sono rimasti, e non
pochi, anche a Cernusco.
UNIONE LAICA
Cernusco sul Naviglio
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