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Siamo semplicemente un papà ed una mamma che ritenevano
fondamentale per l’educazione della propria figlia
spendere un bene fondamentale, forse il più prezioso,
fortunatamente a nostra disposizione: il proprio tempo.
Questa possibilità,
seppiatelo tutti, soprattutto se la pensate come noi, a
Cernusco sul Naviglio è impedita.
Venti coppie di
genitori, come noi, saranno costrette a settembre a
mandare i propri figli in 1a elementare dal lunedì al
venerdì dalle 8:30 alle 16:30, per 40 ore settimanali,
come un normale impiegato: il cosiddetto “tempo
prolungato”.
Cosa volevamo fare?
Semplicemente far sì che i nostri figli potessero
frequentare il “tempo normale”, a 24 ore (5 mattinate) o
a 27 ore (2 pomeriggi con mensa).
Il problema? La scuola non può garantire la mensa ed il
comune non ha la possibilità (o l’interesse) di offrire
il servizio (mentre nei paesi limitrofi avviene); la
conseguenza è che molti genitori, di fronte a questa
situazione, hanno rinunciato alla propria scelta ed i
bambini rimasti sono troppo pochi per poter attivare una
sezione.
Evidentemente, il
tempo “normale” tanto normale non è. Volevamo investire
in educazione, tempo, attenzione, gioco, invece potremo
occuparci solo delle residue forze di una bambina di 6
anni che tornerà a casa alle 17 con i compiti da fare.
L’alternativa?
Iscrivere nostra figlia a Cassina de’ Pecchi (avete
capito bene) o ad una scuola privata.
Che delusione Cernusco: tanta apparenza, poca sostanza.
Gabriele Montoli |