Oggi è il 16 febbraio,
dopo soli 47 giorni dall'inizio dell'anno, Milano
supera i limiti di PM10 per la 35esima volta
esaurendo così il bonus di giorni concessi
dall'Unione Europea. Si tratta di un limite entro il
quale le città devono rimanere in un anno. Nel 2009
il bonus è stato esaurito il 22 febbraio, nel 2008
il 20 febbraio.
La
situazione, quindi, è in peggioramento. E con Milano
anche l'aria della provincia peggiora.
L'Ecopass, come avevo facilmente pronosticato in
occasione della sua entrata in vigore, ha fallito:
-
non è servito per trovare nuove risorse per i
mezzi pubblici perché i suoi costi di gestione
si mangiano praticamente tutti gli introiti,
circa un milione di euro al mese;
-
non è servito per far diminuire l'inquinamento
poiché, se è vero che i giorni di sforamento
sono scesi da 132 (2007) a 84 (2009), lo stesso
è successo nelle città in cui non è stato
introdotto, per esempio a Roma si è passati da
110 (2007) a 60 (2009). La diminuzione è opera
del ricambio del parco auto, principalmente;
-
non esiste un monitoraggio sugli effetti sulla
salute.
I
limiti dell'Ecopass sono:
-
un'area ristretta in cui viene applicato;
-
la
possibilità di pagare se si utilizza un'auto più
inquinante;
-
le
numerose deroghe ed esenzioni.
Ma il
vero problema è che si è preteso affidare ad una
tassa la soluzione del problema inquinamento, senza
davvero investire su mezzi pubblici efficienti,
frequenti e economici e su mezzi alternativi di
spostamento.
Oggi,
nel giorno in cui, anche per il 2010, abbiamo la
certezza che l'aria di Milano è illegale bisogna
tornare a chiedere ad alta voce il biglietto unico
metropolitano e l'allagamento dell'ecopass secondo
il modello tedesco dove non ci sono telecamere o
varchi da presidiare, semplicemente ogni auto (anche
quelle dei turisti stranieri) viene dotato di una
placchetta rossa, gialla o verde a seconda dei
livelli di emissioni. Se hai la placchetta verde
entri anche nel centro cittadino, se non l'hai stai
fuori. Con buona pace degli Ecopass entusiasti.
Roberto Codazzi