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Lo sport contribuisce in modo importante alla crescita
della persona e allo sviluppo della città. E’ con questa
convinzione che ho accettato l’incarico datomi dal
Sindaco nel novembre 2007 di creare la Consulta dello
Sport attraverso la costruzione del suo Regolamento.
Percorso reso possibile dalla fiducia accordatami dal
Sindaco all’inizio del mio incarico e al termine del
quale, grazie alla collaborazione dei membri della
commissione, ha visto la luce il Regolamento della
Consulta che oserei definire esemplare per i principi in
esso enunciati, e le finalità e le competenze concesse
alla rappresentanza del mondo sportivo.
Regolamento frutto di un desiderio e di un percorso
comune che ha permesso la sua approvazione con il voto
unanime del Consiglio Comunale nella seduta dell’ 8
ottobre 2008.
Mi sono impegnato in prima persona con il profondo
convincimento che lo sport, a Cernusco come in Italia,
non ha ancora il giusto riconoscimento nella scala dei
valori civili.
Cernusco potrebbe diventare un esempio a livello
regionale e perché no, anche nazionale, di come lo sport
possa essere un motore per la crescita del paese.
Attraverso la presenza della Facoltà di Scienze Motorie,
la nascita della Consulta dello Sport, un mondo sportivo
locale vivace e attivo su più fronti e il rifacimento e
l’ampliamento dei centri sportivi, lo sport infatti può
contribuire a trasformare Cernusco in una città sempre
più moderna e attiva.
Per consentire che questo sia possibile, occorre che la
politica garantisca l’autonomia del mondo sportivo
attraverso l’azione della Consulta affinché siano gli
sportivi i veri protagonisti della definizione di
progetti e spazi che guardino non solo all’immediato ma
anche al futuro.
Gli obiettivi inizialmente dati alla Consulta sono stati
chiari e sfidanti.
Elaborare e proporre le politiche sportive,
sensibilizzare le forze politiche, sociali ed
economiche, contribuire alla pianificazione delle
strutture sportive del territorio, verificare i progetti
dell’ impiantistica sportiva.
Valorizzare la presenza della Facoltà di Scienze Motorie
e migliorare attraverso la creazione di zone aggregative
per i nostri giovani il centro sportivo di via
Buonarroti.
Tutto questo affermando che lo sport è un servizio
sociale primario.
Proprio per questo abbiamo creato la Consulta e proprio
di questo ha bisogno la città, per non sottostare
passivamente ad Amministrazioni e Assessori allo Sport
che nel tempo possono rivelarsi più o meno attenti e
capaci nell’elaborare una efficace politica sportiva.
Purtroppo finora l’azione della Consulta e del suo
Presidente è mancata proprio nei punti che la possono
qualificare e rendere autorevole.
Sulla Facoltà di Scienze Motorie il Direttivo non ha
ancora rilevato con forza l’importanza dell’investimento
che il mondo sportivo e la città devono fare attraverso
la costruzione di nuove strutture sportive dedicate, che
possono diventare ulteriormente fruibili dallo sport
cernuschese e dalle Federazioni sportive nazionali
presenti a Milano.
Inoltre non solo non ha sollecitato, come avrebbe
dovuto, l’Amministrazione ad investire sulla Facoltà, ma
in alcuni momenti ha contrastato la Facoltà sulla
questione della gestione degli spazi sportivi.
Non ha chiesto di verificare il progetto di rifacimento
della vecchia tribuna, che così com’è oggi concepito
rischia di compromettere definitivamente lo sviluppo di
un settore importante del centro.
Non si è fatta promotrice di progetti di strutture
polifunzionali e servizi integrati che potrebbero fare
del centro sportivo un luogo di forte aggregazione.
Inoltre non ha proposto una ridefinizione degli spazi
del centro sportivo per eliminare i conflitti esistenti
tra alcuni sport.
Ma soprattutto la Consulta non ha saputo diventare per
le società sportive il luogo dove riferirsi per portare
le proprie problematiche e le proprie istanze.
Anche il collegamento tra i rappresentanti delle
Associazioni Sportive all’interno del direttivo e le
stesse società di loro riferimento si è rivelato
debolissimo.
Il caso più eclatante è stato quello dell’ A.C.
Cernusco.
A fronte di una richiesta del Presidente del Cernusco di
intervenire al Direttivo per motivare le proprie ragioni
riguardante la firma della convenzione, il Direttivo,
con il mio solo voto contrario, si è schierato con
l’Amministrazione senza ascoltare tutte le parti in
causa, mancando alla sua funzione di luogo di ascolto e
di mediazione.
Altro punto dolente della Consulta è il “conflitto di
interessi” del Presidente.
Non si può non rilevare come i diversi ruoli ricoperti
rischiano di minarne la credibilità.
Presidente della Consulta, incaricato
dall’Amministrazione a gestire il centro sportivo di Via
Buonarroti, vincitore di un bando pubblico riguardante
la piscina come socio della società appaltatrice, questi
ruoli raggruppati in un’unica persona creano confusione
e imbarazzo.
A mio avviso occorre oggi, proprio perché la nave ha
appena preso il largo, un’ Assessore allo Sport che
possieda un solido backgroung sportivo e una Presidenza
che sappia tenere dritta la barra della nave verso la
realizzazione di quei principi enunciati nel
Regolamento.
Proprio perché ho rilevato che la “nave” sta viaggiando
in tutt’altra direzione da quelle prospettate all’inizio
di Consulta in progress rassegno, a malincuore, le mie
dimissioni da membro di maggioranza nel Direttivo.
Auspico che le mie dimissioni siano un’occasione per
sollecitare nel mondo sportivo e nell’Amministrazione
una seria riflessione su quale sport vogliamo per la
nostra città.
Claudio
Gargantini
Consigliere Comunale Partito Democratico
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