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La Consulta dello Sport di Cernusco sul Naviglio, che
tra poco festeggia il suo primo compleanno, è chiamata
ad approfondimenti e decisioni importanti.
Il caso A.C. Cernusco, portato alla ribalta in questi
giorni, ci può stimolare nel chiarire, quali siano i
principi a cui si devono riferire i criteri che devono
sottintendere i rapporti tra le Associazioni Sportive e
l'Amministrazione nella firma delle convenzioni.
E' questa una grande occasione per rilanciare il ruolo
che la Consulta deve avere all'interno dello Sport
cernuschese.
Per fare questo, il Direttivo, cabina di regia della
Consulta, è chiamato ad essere il luogo di ascolto delle
esigenze e delle aspirazioni del mondo sportivo, del
riconoscimento del lavoro fatto, dell'approfondimento
delle problematiche riscontrate, per proposte di
intervento nella direzione di una promozione sportiva
sempre più qualificata nei confronti delle Associazioni
Sportive, dell'Amministrazione e della Città.
L'articolo 13 del Regolamento ci chiede di dare un
parere sui criteri generali di erogazione dei contributi
ordinari alle Associazioni, sui criteri generali di
assegnazione degli spazi sportivi e relativo sistema
generale delle tariffe per l’utilizzo degli impianti e
sui Regolamenti gestionali delle strutture sportive
comunali.
Partendo da ciò che abbiamo condiviso e scritto, da
quando è partita Consulta in Progress, ovvero che lo
Sport è un servizio Sociale primario e come tale deve
essere accessibile a tutti nelle migliori condizioni
possibili, dobbiamo riscoprire quei criteri di equità e
trasparenza che devono sottintendere la gestione dei
contributi per contribuire a creare una situazione di
effettiva parità tra le Associazioni Sportive, nel
rispetto delle proprie esperienze particolari.
A questo proposito si è dato vita all'interno del
Direttivo, ad un gruppo lavoro che proponga i nuovi
criteri di definizione dei contributi che possano
rendere giustizia al sistema di gestione che, nel
passato, può aver dato disparità di trattamenti.
Il contributo oltre che economico, è spesso dato dalla
concessione di utilizzo di spazi pubblici.
Riconoscendo quanto ogni Associazione ha finora
ottenuto, occorre proporre un Regolamento che contenga
coefficienti chiari di distribuzione da utilizzare per
la gestione dei contributi futuri.
Un nuovo criterio di elargizione, da aggiungere a quelli
già sperimentati, può essere determinato dai progetti di
promozione sportiva che ogni Associazione è chiamata a
poporre o a cui è chiamata a rispondere su
sollecitazione della Consulta.
Penso ad esempio ai progetti in cantiere in questi
giorni su Educazione e Sport per giovani e adolescenti,
o a quello su Sport e Disabilità per un progetto comune.
L'Assemblea della Consulta, che dovrà tenersi entro il 3
novembre, potrebbe essere l'occasione per dibattere
sulle proposte del Direttivo e condividere insieme i
criteri proposti.
A questo punto sarà compito dell'Amministrazione
accoglierne il parere.
Claudio
Gargantini
Rappresentante di maggioranza nel Direttivo della
Consulta.
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