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Buongiorno,
ancora oggi mi trovo a scrivere per evidenziare un
problema molto grave a cui bisogna dare subito una
soluzione, prima che accada una tragedia direi
annunciata. La nostra "pedonale" di cui tanto Cernusco
si vanta, a rigor di logica non ha ragione di esistere,
e soprattutto non può essere definita tale.
Prima di rivolgermi alle autorità competenti, ho cercato
su internet il significato di Isola Pedonale che riporto
qui di seguito:
"L'isola pedonale è
un'area urbana all'interno della quale viene vietata la
circolazione dei mezzi, sia pubblici che privati.
La fruizione è riservata ai soli pedoni e, nei paesi del
nord Europa, spesso anche alle biciclette.
Questa situazione favorisce il movimento dei pedoni e
quindi è stata adottata nei centri storici di città
grandi e piccole.
Altro vantaggio è costituito dal fatto che l'aria è meno
inquinata e la soglia di rumore è più bassa per via
della mancanza di traffico.
Per questo motivo in molte città del mondo si sta
attuando la politica di incremento delle aree in cui
vige il divieto di traffico, al duplice scopo di
diminuire l'inquinamento atmosferico e di rendere più
agevole la circolazione dei pedoni nelle aree a più alta
densità commerciale."
Come ben capirete la
nostra di Cernusco NON è un'isola pedonale, ma bensì una
zona di normale scorrimento di mezzi privati, quindi
molto pericolosa. per i pedoni.
Nello specifico sulla nostra NON ISOLA PEDONALE
sfrecciano camion, auto e biciclette...
E' folle il modo in cui tutti i guidatori di ciascuno di
questi mezzi vadano velocissimi senza pensare alle
persone e ai bambini.
Le mie domande sono:
QUALE E' IL LIMITE DI VELOCITA' CHE VA RISPETTATO SULLA
NON ISOLA PEDONALE?
DOVE SONO I CARTELLI?
PERCHE' NESSUNO LI RISPETTA?
PERCHE' LE BICICLETTE VANNO AD UNA VELOCITA' TALE CHE SE
NON TI VEDONO NON FANNO IN TEMPO A FRENARE?
PERCHE' LE AUTO VANNO COME SE NON SAPESSERO CHE CI SONO
I PEDONI?
E' POSSIBILE CHE NESSUNO DEI GUIDATORI PENSI AD ANDARE
PIANO?
Mi rivolgo direttamente al Sindaco per chiedere di fare
qualcosa in merito, il prima possibile, e se non si
trova una soluzione, creiamo almeno i marciapiedi, dove
poter passeggiare senza rischiare la vita.
Grazie
Rossella Ercolani |