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Siamo fra le
associazioni promotrici del bellissimo percorso
che ci portato quest’anno ad organizzare la
rassegna “I colori del 25 aprile”, un percorso
pensato e costruito da numerose associazioni,
che nella sua varietà di proposte culturali ha
visto un altissimo coinvolgimento della
cittadinanza. Percorso che è si è incontrato in
perfetta sintonia con le iniziative proposte
dall’Amministrazione. Con “I colori del 25
aprile” abbiamo voluto attualizzare il senso
della Festa della Liberazione, nella direzione
della lotta al razzismo e della difesa dei
principi fondamentali della Costituzione,
attraverso tutta una serie di proposte di
altissimo livello che si concluderanno sabato 2
maggio pressola Biblioteca, con la
presentazione del libro “Razza partigiana”, una
storia che in sé racconta perfettamente il
senso del percorso.
Scrivo
questa lettera all’indomani della devastazione
del cippo in viale Assunta: alberi divelti,
fiori sradicati, corona trovata in mezzo alla
strada. Scrivo anche dopo aver accompagnato gli
stupendi ragazzi/e del Pe no Chao all’aereoporto,
che gia domani ritorneranno nelle loro favelas,
a giocarsi una resistenza quotidiana. Penso a
quale Italia hanno visto, conosciuto, amato:
quello delle stupende famiglie che per 4 giorni
li hanno ospitati con amore e rispetto, oppure
quello della devastazione del cippo, del
razzismo crescente, quella di una gremita Casa
delle Arti che li ha applauditi, o quella degli
insulti e delle polemiche volgari. Io credo che
abbiano visto e respirato entrambe, senza mai
giudicare, scavalcando pregiudizi, paure e
disprezzo, a volte ridendo, ma soprattutto
dialogando, fra loro, con noi, con gli
altri…insomma i ragazzi e le ragazze ancora una
volta ci hanno dato una lezione.
Se qualcuno
pensa o ha pensato di rovinarci la festa del 25
aprile, con le devastazioni, la violenza o
grossolani insulti si sbaglia di grosso, il
nostro cammino è lungo e il passo è svelto, a
ritmo di frevo, capoeira, tarantella, valzer e
liscio.
C’è una
festa delle culture a cui partecipare, una festa
per la rivoluzione in bicicletta da
organizzare, i banchetti da programmare , il
pittore brasiliano joao batista da
ospitare…….insomma quanta strada.
Un abbraccio
Danilo
Radaelli
(Operazione
Cachoeira de Pedras) |