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E’ di Venerdì 16 gennaio la notizia che la clinica di
Udine non accoglierà il “corpo senza vita” di Eluana per
dare compimento a una sentenza della Cassazione che
aveva confermato il decreto dello scorso luglio della
Corte d'appello di Milano che aveva dato il via libera
allo stop per i trattamenti sanitari che tengono in vita
la 37enne dichiarando inammissibile il ricorso
presentato dalla procura generale milanese.
Oggi la clinica si è tirata indietro per paura di
ritorsioni da parte del ministro Sacconi.
Il comunicato del Cda della Clinica di Udine è chiaro:
"Nel caso si desse attuazione all'ospitalità della
signora Englaro per il protocollo previsto, il ministro
potrebbe assumere provvedimenti che metterebbero a
repentaglio l'operatività della struttura, e quindi il
posto di lavoro di più di 300 persone, oltre che di
quelli delle società controllate, ed i servizi
complessivamente erogati alla comunità". Ovvero, dopo
l'atto di indirizzo di Sacconi e le ritorsioni
minacciate non possiamo rischiare.
Condivido le dichiarazioni del senatore del PD Ignazio
Marino, presidente della commissione parlamentare
d'inchiesta sulla Sanità.
"Al di la' delle decisioni prese dalla clinica di Udine,
va fatta una valutazione generale sul clima che si sta
instaurando nel nostro paese. Un clima dove chi governa,
in ambito sanitario, sta davvero superando ogni limite
accettabile''.
''La politica della maggioranza - continua Marino - e'
quella di intromettersi in ogni tipo di decisione, di
intervenire sulle scelte dei cittadini, di snaturare la
Costituzione imponendo per legge trattamenti medici e
violando cosi' il diritto alla liberta' di cura. Il
Governo si permette di minacciare ritorsioni contro chi
non esegue alla lettera gli ordini, per non parlare
della gravita' di porsi in netto contrasto con il potere
giudiziario, le sentenze dei giudici e addirittura della
Corte costituzionale, la piu' alta e autorevole
istituzione in materia giuridica del nostro Paese''.
"Sono sinceramente preoccupato e mi chiedo che cosa
dobbiamo ancora aspettarci. Che cosa fara' il Ministro
Sacconi quando si presentera' il caso di una persona che
rifiutera' di alimentarsi artificialmente? Chiamera' i
Carabinieri? Voglio ricordare - conclude Marino - la
famosa vicenda del Patriarca di Costantinopoli,
Athenagoras che, in seguito ad una frattura del femore,
rifiuto' il ricovero e chiese di non essere piu'
alimentato ma lasciato morire semplicemente, come un
monaco. Che cosa avrebbe fatto il Ministro in quella
circostanza, avrebbe ordinato la nutrizione del
patriarca per decreto minacciandolo?".
E' bene ricordare anche il caso raccontato sul numero di
MicroMega (5/07)in cui la dott.ssa Lina Pavanelli,
medico anestesista, già docente presso l’Istituto di
anestesiologia e rianimazione dell’Università di Ferrara
e direttrice della scuola di specializzazione in
anestesia e rianimazione, dimostra in un lungo e
dettagliato saggio come il trattamento medico ricevuto
da papa Wojtyla nelle ultime settimane di vita
costituisca, secondo i criteri stabiliti dalla Chiesa
cattolica, un vero e proprio caso di eutanasia.
E’ sempre più forte il dubbio che l’ipocrisia di chi
vuole limitare la libertà della coscienza sia sempre più
finalizzata alla vanità del potere sulle persone.
A questo punto non ci rimane che sostenere il disegno di
legge Marino sul Testamento Biologico e contro
l'accanimento terapeutico per garantire il diritto a
ogni persona, solo se lo vuole, di indicare le cure e i
trattamenti che ritiene accettabili per sè stesso, nel
caso in cui un giorno diventasse incapace di intendere e
di volere.
Personalmente ritengo che una buona vita sia possibile
solo grazie a una morte cosciente.
Il testamento biologico va in questa direzione.
Claudio
Gargantini
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