Fino a ieri la spesa per
montare pannelli solari, installare infissi isolanti
o cambiare la caldaia ad alto consumo con una più
efficiente, poteva essere detratto al 55% dalla
dichiarazione dei redditi, ma d'ora in avanti non
sarà più così. La normativa introdotta un paio di
anni fa dall'allora ministro dello Sviluppo
economico Pierluigi Bersani prevede infatti
l'opportunità di detrarre dalla dichiarazione dei
redditi il 55% delle spese sostenute, ad esempio,
per installare un pannello solare o sostituire un
impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi
alle finestre. Ma ora, con l'entrata in vigore del
decreto anticrisi, accedere a questo incentivo sarà
molto più difficile.
L'iter per avere accesso alle detrazioni Irpef e
Ires diventa decisamente più complesso. Il decreto
prevede che per le spese sostenute dopo il 31
dicembre 2007, i contribuenti debbano inviare
all'Agenzia delle entrate, esclusivamente in via
telematica, "un'apposita istanza per consentire il
monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto
dei limiti di spesa complessivi".
Il provvedimento stabilisce ancora che l'Agenzia
delle entrate esamini le domande secondo l'ordine
cronologico di invio e comunica entro 30 giorni
l'esito della verifica agli interessati. Decorsi i
30 giorni senza esplicita comunicazione di
accoglimento "l'assenso si intende non fornito" e il
cittadino non potrà usufruire della detrazione.
Finora il bilancio della
norma è stato infatti molto positivo con un +56% nel
settore della caldaie a condensazione (giungo
2007-giugno 2008) e un +42% nei metri quadri di
solare termico, dati in controtendenza con altri
settori, soprattutto in un momento di difficoltà
economica come quello attuale.
Per le richieste di
sgravio viene introdotta la strana formula del
“silenzio dissenso” (mentre in precedenza vigeva il
“silenzio assenso”): l’agenzia dell’entrate, che
vaglierà e giudicherà le richieste, ha a
disposizione 30 giorni per comunicare l’accettazione
delle richieste, richieste vagliate in base
all’ordine cronologico di invio. La mancata
comunicazione da parte dell’agenzia dell’entrate
significa automaticamente la bocciatura della
richiesta senza possibilità di appello o di
spiegazioni in proposito.
In sintesi il metodo per
eliminare le detrazioni è il seguente:
Il decreto legge n.
185/2008, il cosiddetto “decreto anticrisi” prevede
l’obbligatorio assenso dell’Agenzia delle Entrate
per chi vuole ottenere la detrazione al 55% per il
risparmio energetico per gli anni dal 2008 al 2010.
Tale assenso dovrà essere richiesto via internet (su
un portale dell’Agenzia delle Entrate ancora
inesistente). In caso di mancato assenso entro
30 giorni la domanda si considererà rifiutata.
I fondi previsti, oltre i quali non saranno accolte
le domande, sono 82,7 milioni di euro per il
2008; 185,9 milioni per il 2009 e 314,8 milioni per
il 2010. Ossia una piccolissima parte delle
possibili richieste.
Si prevede che solo un 5% di richieste potrà essere
soddisfatto.
Considerato che nel 2007
(primo anno di detrazioni e con obbligo di
certificazione anche per infissi e pannelli solari
termici) le richieste sono state di 825 milioni,
gli 82,7 milioni previsti per il 2008 sono il
10%, ma sicuramente le domande quest’anno sarebbero
state molte di più, si stima anche il doppio proprio
grazie all’assestamento della legge e all’eliminato
obbligo della certificazione energetica per infissi
e pannelli solari termici.
Quindi:
-
il 95% delle persone
rimarrà a bocca asciutta, perchè questa norma è
retroattiva per tutto il 2008, chi ha
predisposto la documentazione (bonifici,
certificazione energetica, allegati) potrebbe
non ottenere nulla, tranne il 36% in 10 anni,
ammesso che vi siano le condizioni
-
gli italiani che non
hanno internet non potranno richiedere le
detrazioni, alla faccia della legge uguale per
tutti
-
le aziende dei
settori delle energie alternative subiranno un
collasso di ordinazioni visto che nessuno
penserà di ottenere una detrazione che è
“illusoria”
-
coloro che hanno
investito nel 2008 pensando di ottenere già un
18,3% nel 2009 resteranno a bocca asciutta ed è
probabile che eviteranno nuovi investimenti
-
ci saranno seri
problemi tra i clienti e i tecnici che hanno
consigliato le detrazioni
-
metto solo in fondo
le conseguenze sull’ambiente che a quanto pare
non interessano affatto al governo
VIVERE
Cernusco chiede al Sindaco di Cernusco e
all'assessore competente di farsi promotori presso
il Parlamento perchè venga eliminata la
retroattività dell'effetto del decreto e perchè non
vengano penalizzati i cittadini che in forma
responsabile hanno fatto, o faranno, interventi per
migliorare l'efficienza energetica delle proprie
abitazioni. Cernusco è un paese attento
all'ambiente, non volgiamo che proprio dal Governo
arrivino segnali negativi in questa direzione.
Infine si sottolinea come l'articolo in questione
abbia ricevuto il parere negativo, oltre che dalle
associazioni ambientaliste, anche dalle piccole e
medie imprese (fortemente colpite) e di
Confindustria per bocca del Presidente Emma
Marcegaglia
VIVERE Cernusco