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Cara Ministra non ci
siamo, anche nell’intervista di oggi ha ribadito: «Il
problema è che si spende male» (corriere della sera 24
ottobre ) bene se questo è il problema spendiamo meglio.
Il problema cara ministra è che lei non passerebbe un
esame del primo anno di economia aziendale in quanto
confonde efficienza con efficacia anzi fa peggio
partendo da un problema di efficacia utilizza uno
strumento volto all’efficienza e cioè i tagli.
Confondere il livello di spesa con la qualità della
spesa è un errore grave molto grave. Tanto grave da non
passare un esame. A meno che non ci sia malizia allora
sarebbe peggio, agli studenti maliziosi i miei maestri
facevano volare il libretto….
Partiamo dai
problemi non dai tagli, apriamo un dialogo o per lo meno
espliciti quali sono i principi ispiratori del
provvedimento, la metodologia, i risultati attesi e
soprattutto chi sono i suoi consulenti con chi si è
confrontata. UN vero peccato in quanto se guardiamo
l’ultimo rapporto sulla competitività l’Italia va male
anzi peggiora ma l’istruzione è uno dei pilastri su cui
si salva il nostro Paese.
Avere colto i problemi cara ministra non è sufficiente
bisogna scegliere gli strumenti giusti e darsi degli
obiettivi. Non si può dire che si vuole solo tagliare?
Meglio allora tacere piuttosto che fare brutta figura.
Emanuele Vendramini |