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Nella notte tra
sabato 13 e domenica 14 un cernuschese di origini
africane, Abdul
Guibre, è rimasto ucciso a Milano a seguito
di futili motivi. Il ragazzo, 19enne, è nato a Cernusco
e risiedeva con la famiglia in via don Sturzo (q.re
Aler).
La notizia è un
lutto non solo per i famigliari e gli amici.
La notizia è un lutto per l'intera umanità.
E' un lutto che sottolinea ciò che in questi mesi si è
seminato nella nostra società.
Quando l'anima non riconosce più il diverso da noi.
Quando l'anima è confusa e non distingue più
il male che non viene
da fuori ma che è da dentro il cuore dell'uomo.
Allora a quest'anima non resta che morire uccidendo.
Abdul non ci siamo consociuti, ma posso dire che ieri tu
sei salito sulla croce per testimoniare la morte
dell'anima.
Sono molti i
momenti di silenzio, preghiera e testimonianza
organizzati oggi.
Ne segnalo due a Cernusco.
Un momento preghiera
presso l'oratorio Paolo VI alle ore 20.45
Una fiaccolata alle 20.30 dalla piazza del Municipio.
Ognuno vada
dove è meglio per sè.
Dove preferisce testimoniare il desiderio che l'anima
risorga.
Amen
Claudio
Gargantini
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