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In questi giorni
Rifondazione Comunista era presente agli ingressi delle
scuole primarie che hanno riaperto i battenti a
Cernusco, per affermare il diritto a un’istruzione
pubblica di qualità per tutti, contro la dismissione
della scuola pubblica e la regressione culturale,
politica e civile che il governo delle destre vorrebbe
imporre al Paese.
Con il decreto legge
del 1° settembre, il sistema scolastico italiano fa un
tuffo indietro di almeno quarant’anni. Ad una scuola
educativa e formativa tra le più avanzate nel mondo, che
permetteva approfondimenti, costruzione di competenze e
capacità di autoapprendimento, la Gelmini sostituisce
una scuola rivolta al passato, che limita il proprio
ruolo all’educazione di cittadini rispettosi delle
gerarchie, pronti a diventare buoni produttori e ottimi
consumatori.
Un ostentato ritorno
all’ordine e al rispetto dell’autorità e delle norme
senza alcun senso critico - ben simboleggiato da voto in
condotta e divisa -, dietro cui si intravede però un
progetto ancor più inquietante: la riduzione dei docenti
della scuola pubblica statale (già previsti 87 mila
tagli nei prossimi 3 anni) e la svendita dell’istruzione
al mercato (cooperative e scuole private in
testa).
Nei prossimi mesi saremo ancora impegnati in un’ampia
mobilitazione, insieme agli insegnanti, i genitori e le
organizzazioni sindacali, per impedire che un progetto
così devastante possa andare in porto.
PRC Circolo di
Cernusco s/N
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