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Con riferimento
all'intervento "Una ventata di aria pulita per fede e
politica" prendendo spunto dal saluto del Sindaco
di Genova a Benedetto XVI, Gargantini scrive:
"In politica ogni contributo filosofico, culturale e
religioso è importante proprio nella maniera in cui non
è imposto ma è condiviso nell'accettazione dell'altro.
L'unico valore imposto è la sintesi data dal contributo
di punti di vista differenti.
Nella città delle Persone nessuno può imporre un valore
dedotto da un punto di riferimento non condiviso e non
riconosciuto, pur con tutto il rispetto per quel valore
e quel riferimento."
Dato che ogni contributo è importante sia per chi lo
pone, perchè così può avere un paragone per ciò che
afferma, sia per chi lo riceve, che può paragonarsi e
verificare un'ipotesi, mi interessa capire cosa intende
per "unico valore imposto", in particolare come, chi
determina l'"unico valore imposto" in una "situazione
data" (per stare sui valori incondizionati mi viene in
mente attualmente quello che si sta decidendo in
Inghilterra sugli embrioni ibridi).
Perchè in una democrazia comunque qualcuno deve
decidere. E chi decide di solito è chi ha il potere (la
lezione di Pasolini è anche su questo aspetto) in una
"situazione data". E ancora come viene rispettato il
valore diverso dal valore imposto?
Sono temi che intersecano il dibattito odierno, non solo
italiano.
Con desiderio di capire.
Sergio Sala
Piccola polemica:
Ventata di aria pulita per il saluto del Sindaco? Per
carità rispetto per ogni posizione ma quello che ha
detto il Papà a Genova? L'ha pubblicato Repubblica o
sempre il solito Avvenire? E il discorso di Verona
dell'anno scorso? All'Onu? Tutta roba vecchia che non
suscita entusiasmi?
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