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Da alcuni mesi le nostre case rimbombano regolarmente al
passaggio degli aerei in partenza da Linate: molte sono
state le promesse, le minacce (..!..)
dell’amministrazione della città , ma nulla di concreto
è stato raggiunto. Si temporeggia, si partecipa a tavole
rotonde, si insediano consulte ... e non cambia niente!
I timpani rimbombano, i cristalli delle vetrine
tintinnano e il sindaco tentenna.
Fra poco, con l’arrivo della bella stagione, il problema
sarà ancora più accentuato in quanto si terranno le
finestre aperte. Ma probabilmente scopriremo che gli
aerei saranno un problema secondario perchè alle nostre
finestre si affacceranno i nostri nuovi 500 vicini di
casa, cioè i rom della cascina Bareggiate. E avremo un
bel dire che le loro visite non sono gradite: quelli,
forti di una certezza totale dell’impunità, entreranno
in casa nostra e si serviranno di ogni oggetto, come al
supermercato ma senza passare alla cassa. Le nostre
donne dovranno stare attente ad andare in giro sole, non
parcheggeremo più l’auto in strada e penseremo bene a
come organizzarci per le vacanze: meglio stare a casa
uno o due per famiglia, con in giro i rom. Ora qualcuno
dell’amministrazione comunale dirà che sono il solito
zotico, egoista e xenofobo, che bisogna essere
accoglienti, accettare anche chi delinque, fornire case,
mezzi di sussistenza, posti negli asili, etc. Insomma
sentiremo la solita retorica buonista-sinistrese che
giudica tutti e non conclude niente!
Ma la vuole capire caro sindaco che noi vogliamo stare
tranquilli a casa nostra, nella nostra Terra e girare
senza paura dentro e fuori casa? Se proprio vuole caro
sindaco, se li prenda in casa sua i cari ospiti rom,
gli uomini continueranno con i loro traffici, le donne
porteranno una volta alla settimana i bambini a scuola e
le altre volte a mendicare e borseggiare. Tutto questo è
giusto secondo la tradizione rom e la retorica
demagogico-clochardista della sua amata sinistra. Però
i Cernuschesi, caro sindaco, la aspetteranno muniti di
spiedi…ma non per fare il barbecue!
Luigi
Spada
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