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Si sa, Cernusco contro
Cina sarebbe una bella lotta, ma anche dalle piccole
comunità può nascere una grande idea.
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Pochi giorni fa avevo
evidenziato su questo sito il tema della dormita
collettiva sul Tibet, e sulla minaccia futura alla
nostra autodeterminazione, alla nostra libertà di
stampa, di religione, di movimento.
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Oggi lancio un invito
a tutte le forze politiche presenti in consiglio
comunale : proporre e votare una solida mozione
politica contro la Cina e contro l’atteggiamento
del nostro governo (che ha deciso molte cose prima
di morire, ma sullo scontro Tibet\ Cina ha deciso….
di non decidere, forse in ricordo delle belle
giornate passate da Prodi in Cina…)
Per evitare equivoci
propongo però di affiancare alle parole, azioni visibili
e impegni concreti perché le vergate ai monaci hanno
lasciano il segno e a mio avviso anche noi, nel nostro
piccolo, lo dobbiamo lasciare ai cinesi, preciso e
profondo.
Per rendere la protesta cernuschese
efficace, istituzionale e politica (e non un mero
esercizio internettiano), propongo poche semplici azioni
che potrebbero distinguere Cernusco come primo concreto
esempio della lotta di una comunità locale contro un
regime odioso, che tutti a parole sembrano combattere,
ma contro cui nessuno osa schierarsi (Paura? Paura di
discriminare i poveri cinesi che ci comprano un pezzo
alla volta?).
Proposte amministrative
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mettere al bando
(leggasi “sequestrare come da legge vigente”) con
intense misure di controllo tutte le merci illegali
in vendita sul territorio comunale di prodotti
cinesi (vedi vari abusivi, negozietti e bancarelle
varie)
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controllare con
assiduità i lavoratori cinesi presenti sul
territorio comunale ed espellere i numerosi
clandestini presenti in centrali di lavoro cinesi
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verificare il rispetto
delle norme di somministrazione di cibi e bevande
dei numerosi locali di ristorazione “made in Cina”
che non appaiono solidamente in regola con le
basilari norme d’igiene
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utilizzare l’
informatore comunale per spiegare ai cittadini le
misure intraprese e le motivazioni
Proposte
politico-simboliche
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restituire al CONI e
al governo Italiano con cerimonia ufficiale, la
fiaccola olimpica (quella transitata in città per
Torino) che fa bella mostra di se nell’ufficio del
sindaco. Questo gesto per significare la profonda
delusione della nostra comunità di fronte
all’atteggiamento pavido del governo italiano e del
massimo organismo sportivo che non si sono sentiti
in dovere neppure di boicottare non dico i giochi
olimpici, ma persino la cerimonia inaugurale (che
rappresenta la parte “politica “ dei giochi)
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proporre (naturalmente
se ne condividerà lo spirito e se lo potrà fare
senza deconcentrasi sul suo obiettivo sportivo ) al
nostro grande atleta Cernuschese Simone Collio, (che
parteciperà alle olimpiadi di Pechino) di indossare
almeno un polsino con la scritta CERNUSCO FOR FREE
TIBET
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ringraziare
ufficialmente il Papa, il Governo Francese e quello
Norvegese che hanno ben compreso la partita che si
sta giocando sul Tibet e il grande errore di aver
attribuito alla Cina l’organizzazione dei Giochi
Olimpici
Codazzi nel frattempo ci
comunica che dal suo blog ha espresso indignazione. Ci
rallegriamo per lui che evidentemente è un persona
importante ed influente nel mondo della sinistra, ma
continuiamo registrare l’assenza di quelle masse di
persone che per molto, molto meno scendevano in piazza a
protestare .
Notiamo in particolare una
persistente e preoccupante assenza ufficiale della
maggior forza della politica della sinistra nel
dibattito Tibet. Forza che, attraverso uno dei suoi
massimi esponenti, alle prime vergate ai monaci si è
espresso da ministro degli esteri proprio come un
novello Ponzio Pilato : “sul Tibet…deciderà l’Europa…”
Vedremo se in una
siffatta proposta mozione nel Consiglio Comunale di
Cernusco le forze LOCALI della sinistra cernuschese e le
nostre istituzioni sapranno opporsi con un gesto
politico ufficiale alla “realpolitik” di D’Alema & Co.
Cordialmente
Paolo Frigerio
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