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Finalmente una bella notizia. Un’inversione di tendenza
rispetto alla “nebulosa con tanti buchi neri” del
passato, come scrivemmo qualche tempo fa su questo sito
riguardo la gestione delle case comunali e del
patrimonio case pubbliche in genere (aler).
Ci voleva la nuova legge regionale per smuovere le acque
che punta molto sulla verifica del reddito? C’era anche
prima e forse si è fatto troppo poco o nulla! Ma adesso
c’è uno strumento in più: la possibilità di verificare,
fra le altre cose, il conto bancario.
Strumento e metodo che mi lascia perplesso se non altro
perché, in Italia, la cultura del furbo si appoggia
sulle auto-dichiarazioni. Viene da pensare che se in
questo caso c’è la possibilità di controllare il conto
bancario, come mai non lo si fa laddove serve veramente.
Ma questa è altra storia.
Spero che i soliti “furbi”, certamente meno sprovveduti
della normalità dai casi, non si siano già messi in
“sicurezza” perché è evidente che chi l’ha fatta franca
fino ad ora ha sistemi e mezzi per aggirare l’ostacolo e
“sopravvivere” come nulla o poco tenente, senza lasciare
traccia, extra conto corrente.
Qui non si tratta di punire e/o di sbattere fuori di
casa la gente, ma è atto di giustizia sociale, al quale
il Comune non si può sottrarre. Auguro al “palazzo”
nelle componenti politiche e direzionali, di riuscire
nell’ ardua impresa e di dare finalmente segnali
positivi e trasparenti sull’occupazione della casa
pubblica che non è diritto ne ereditario ne infinito, ma
solo per chi ne ha affettivo bisogno.
Legge dura, ma è legge. Che sia dura davvero dove
necessita.
Grazie.
SERGIO POZZI
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