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Cernusco sul Naviglio è cambiata molto durante gli
ultimi anni. Mentre i comuni vicini, dopo il boom
edilizio degli anni '60 e '70, hanno conosciuto un
rallentamento nella crescita demografica la nostra città
in pochi anni è passata da 20.000 abitanti ai prossimi
32/35.000. Se le case sono aumentate a dismisura,
parallelamente sono diminuiti gli spazi verdi: una
recente analisi del Politecnico di Milano colloca
Cernusco nella fascia di edificato compresa tra il 55 e
il 75%, quindi ben oltre la soglia del 45% che
garantisce una buona qualità della vita.
Crescita
demografica e nuove abitazioni portano all’esigenza di
nuove scuole, asili, servizi alla persona, trasporti e
strade, ma anche ad inquinamento e traffico. La crescita
va programmata, ma a Cernusco negli ultimi anni hanno
avuto mani libere i costruttori ed i piani straordinari
senza che questo abbia portato un beneficio alla città.
Le nuove costruzioni producono oneri di urbanizzazione,
sotto forma di soldi nelle casse comunali o di opere
pubbliche realizzate dal privato; tali oneri devono
essere impiegati per risolvere i problemi generati dalle
nuove abitazioni e garantire ai cittadini servizi
adeguati. Purtroppo le ultime Amministrazioni hanno
usato i cospicui oneri derivanti dallo sfruttamento del
territorio per realizzare opere inutili o per finanziare
la spesa corrente. L'attuale Amministrazione Comunale si
trova quindi a fronteggiare una pesante situazione
ereditata: la città ha bisogno di interventi rapidi, ma
i soldi sono già stati spesi per altro.
La crescita della popolazione richiede di destinare
alle scuole nuove strutture, richiede un intervento
rapido sulla viabilità, richiede di aumentare le risorse
destinate all'integrazione sociale e alle fasce deboli
(anziani non autosufficienti, disabili, nuove povertà).
Siamo
ora di fronte ad una scelta: continuare a saccheggiare
il territorio permettendo l’edificazione di nuove case,
a prezzi sempre più alti, oppure agire sulle entrate.
Cernusco non può più sopportare costruzioni al ritmo
degli ultimi anni; in poco tempo ci troveremmo a vivere
nel cemento e nello smog.
Come intervenire
quindi per preservare il territorio e realizzare i
servizi necessari? Il Governo Prodi ha ridotto l’ICI
sulla prima casa, consentendo ai Comuni di intervenire
sull'imposta sul reddito (IRPEF) senza un aggravio dei
conti famigliari, tutelando le fasce di reddito più
basse.
Le uniche alternative a questa manovra fiscale
dall’impatto limitato sarebbero del resto solo due:
rinunciare alla costruzione della nuova scuola e della
strada di alleggerimento dell'asse Vespucci-Dante e
chiudere la porta a chi bussa ai Servizi Sociali, oppure
proseguire nell’opera di svendita del territorio per
fare cassa, deludendo le aspettative dei molti cittadini
che hanno dato un chiaro segno di volontà di cambiamento
e consegnando alle generazioni future la prospettiva di
un esaurimento delle risorse disponibili.
La coalizione al governo
della città ha scelto: al primo posto la difesa del
territorio, la qualità della vita e la garanzia di
servizi fondamentali per tutti i cittadini.
Cernusco s/N, 13 febbraio 2008
Partito Democratico –
PRC Sinistra Europea – Vivere Cernusco
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