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Daniele Cassamagnaghi questa volta l’ha combinata bella,
ma bella davvero. E non lo dico con ironia (come mi è
spesso capitato di fare in passato) ma con reale
ammirazione politica.
Da “cross-dispenser” in campagna elettorale, ora Daniele
ritorna sui suoi passi
(….lo avevo detto …è un socialista meneghino di
estrazione atea) ed evidenzia in altri (i successori al
trono) le cervellotiche convulsioni ideologiche che le
poltrone di maggioranza di Villa Greppi rilasciano in
chi vi si siede.
La proposizione di una mozione in consiglio a favore
delle coppie di fatto per conto dell’Unione Laica è un
capolavoro politico cui mi sarebbe piaciuto lavorare. Il
dibattito in consiglio e le successive motivazioni con
cui si è cercato di giustificare un voto veramente
incredibile da parte di alcuni consiglieri, sono invece
un vero Everest di ipocrisia politica .
A livello metodologico impariamo dunque che in questo
consiglio, dopo questa votazione, si vota contro o a
favore di principi fondamentali (come la
regolamentazione dei diritti civili) non sulla base dei
contenuti e del merito, ma a seconda di chi è il
proponente!!!
“Idea buona ma persona cattiva ??? Niet si vota niet…!”
Così facendo è indubbio che si ingeneri il messaggio (sbagliatissimo
a mio avviso) che ciò che conta, non è l’idea, non è il
principio, ma la bocca da cui scaturisce.
Un processo mentale e politico piuttosto complicato da
spiegare ai cittadini elettori e anche vagamente
discriminatorio (sono molto preoccupato oltre che per
Cassamagnaghi anche per l’assessore Mandelli che per
storia politica non gode di grandi simpatie in giunta….
)
In fondo qualcosa di positivo in questo voto comunque
c’è : il voto sulla mozione Cassamagnaghi è la migliore
certificazione che non esiste e non può più esistere il
monopolio culturale dei grandi temi ( i diritti civili,
la tutela della famiglia, la procreazione assistita, i
Dico, la pace, la guerra, i rapporti con la chiesa, la
sicurezza, la qualità della vita) da parte di alcun
gruppo politico.
Su questi temi è terminata (se mai è esistita) una
supremazia di una parte politica rispetto ad una altra .
Chi crede in questo assunto storico cade in un profondo
e tragico equivoco culturale e politico (oltre che
statistico\elettorale).
Il voto contrario alla mozione Cassamagnaghi-Unione
Laica da parte di chi si era erto a paladino di diritti
civili più estesi, evidenzia una profonda e reale
dissonanza tra le idee declamate in campagna elettorale
e la coerenza dell’espressione politica cui si dovrebbe
dar seguito nelle sedi preposte.
All’Unione Laica, a Daniele Cassamagnaghi e soprattutto
a tutti coloro secondo coscienza hanno votato contro
perché credono intimamente nel loro voto, va la mia
solidarietà politica. Agli altri , a coloro che cioè
hanno votato per non turbare gli equilibri o per non
“sollevare problemi”,va una totale e completa
riprovazione.
Io, laicissimo (ma per nulla astioso con la chiesa, anzi
desideroso che si possa esprimere sempre di più con la
propria forza e i propri autonomi strumenti), a quella
mozione avrei sicuramente votato a favore . (Anche se
proposta da chi ho strenuamente combattuto in campagna
elettorale pochi mesi fa. Anche se proposta da il
Partito della Rifondazione Comunista. Anche se il buon
Caldera che ci ospita mi avrebbe dato del pirla “vitanaturaldurante”)
Forse qualcuno non ha colto che non si stava discutendo
di un mero provvedimento amministrativo ma di un
principio fondamentale di convivenza civile (per cui val
sicuramente la pena spendersi con convinzione magari :
A) “saltando una messa”……B) “ saltando una giunta”…..C)
“saltando entrambe”).
Paolo Frigerio
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