L’emergenza
rifiuti in Campania ci porta a fare qualche
riflessione sul ciclo dei rifiuti, anche in una sede
come quella di Cernusco sul Naviglio ove la raccolta
differenziata funziona da anni, permettendo quindi
il riciclaggio di parte dei rifiuti come vetro e
plastica.
L’Unione Europea
afferma nelle sue direttive che per effettuare
un'efficace gestione dei rifiuti, è necessario porre
attenzione alle seguenti fasi (le famose quattro
«r»): riduzione, riuso, riciclaggio, recupero. Nel
nostro territorio le ultime due R sono soddisfatte
abbastanza efficacemente, mentre restano scoperti i
primi due obiettivi.
RIDUZIONE
Un’esperienza
molto interessante è quella di intercettare il
materiale che supermercati e negozi scartano o
perché i prodotti sono scaduti (la definizione della
scadenza negli alimentari è giustamente normata come
precauzione) o perché hanno confezioni danneggiate,
comunque idonei all’alimentazione. Il progetto “Last
Minute Market” permette questo recupero dei
prodotti alimentari invenduti rivolgendosi alle
piccole e grandi imprese della distribuzione, ai
mercati all’ingrosso, alla ristorazione collettiva
che spesso produce pasti in eccesso rispetto
all’effettiva domanda.
Ma non solo: il
progetto “Last Minute Market” si rivolge anche alle
imprese agricole per recuperare i prodotti
ortofrutticoli che altrimenti resterebbero nel campo
perché l’imprenditore agricolo non ha interesse a
raccogliere (p.es. a causa della fluttuazione dei
prezzi). Infine lo stesso progetto si rivolge alle
farmacie per recuperare i farmaci scaduti. Quindi un
servizio a 360°.
Chi ne beneficia
?
-
Coloro che
sono in condizioni di povertà o di disagio
sociale, e che sono assistiti da enti ed
associazioni assistenziali
Le
istituzioni come i Comuni e le Asl ne
beneficiano in termini sociali (assistenza
sociale) ed ambientali (riduzione dei rifiuti)
Ecco come
coniugare la “legge del buon samaritano” con un
obiettivo “ecologista”.
In Italia sono
attivi 13 progetti, uno solo in Lombardia a Sesto
Calende.
Certo un altro
sforzo andrebbe fatto verso le imprese di produzione
per ridurre da un lato gli scarti
e dall’altro
ridurre il confezionamento dei prodotti al minimo.
Sulla prima questione si sta diffondendo la
filosofia del cosiddetto “no waste” (traduzione
italiana: senza rifiuti), ovvero pensare ad un ciclo
di produzione senza generare scarti. E’ la nuovo
frontiera dove stanno lavorando colossi come
Wal-Mart, Apple, Xerox: Hewlett Packard riutilizza
il 90 per cento dei suoi rifiuti solidi … con un
risparmi di svariati milioni di dollari (e questo è
un importante incentivo per i vari manager
aziendali). In questo senso sarebbe importante
coinvolgere le varie imprese di produzione sul
territorio, per confrontarsi su queste tematiche,
cercando di ridurre i rifiuti all’origine.
RIUSO
Un’esperienza
interessante è quella offerta dall’associazione
“Occhio al riciclone”
con il Progetto
di Isola Ecologica Sperimentale, ovvero come
selezionare i rifiuti raccolti nel “centro di
smistamento” comunale e verificare il oro riutilizzo
non industriale (mobili, oggettistica, dispositivi
elettronici, etc).
I destinatari
degli scarti sono gli operatori dell’usato
“tradizionale”, i distributori di componenti
informatici usati, le manifatture che producono
oggetti in serie riutilizzando gli scarti, etc.
RECUPERO
Su questo fronte
vorrei suggerire una riflessione: esistono impianti
che coniugano il compostaggio dell’umido con la
produzione energetica tramite il biogas che si
genera dalla fermentazione dei rifiuti dell’impianto
di compostaggio. Sul confine tra Cologno Brugherio e
Cernusco c’è un notevole impianto di compostaggio,
sarebbe interessante verificare la fattibilità per
“intercettare” il biogas e recuperarlo a fini
energetici
INVITO
In questo senso
vorrei invitare l’amministrazione comunale di
Cernusco sul Naviglio, a riflettere su queste
tematiche, perché la gestione rifiuti nella nostra
società è un problema importante, che se gestito
male a lungo andare crea problemi igienico-sanitari
oltrechè sociali.
Alessandro
De Nando
|