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Paolo Frigerio apre la
discussione cernuschese sull’introduzione dell’Ecopass a
Milano avanzando alcune osservazioni interessanti e
portando come esempio la prima capitale europea, Londra,
ad averlo introdotto. Voglio cogliere il suo invito e
portare avanti il paragone tra Milano e Londra per
cercare di capire se stiamo parlando dello stesso
provvedimento o meno.
Scrivevo sul mio blog, il 17
agosto 2006, quando l’idea fu presentata per la prima
volta: “la proposta adottata con successo in altri
comuni però non può essere l'unica iniziativa anti-smog
perchè non toglie l'inquinamento, ma lo tassa. La
pollution charge non può essere la prima iniziativa
perchè in questo momento non esistono alternative
all'accesso in auto a milano, se pensiamo che un
biglietto della metropolitana da un paese limitrofo
costa più di 2 euro a corsa”. E ne sono ancora convinto.
Nel frattempo ho cercato di
promuovere una
petizione che sollecitasse chi di dovere ad arrivare
ad una riduzione del costo dei mezzi pubblici e un
aumento delle corse (non me ne vogliano gli abitanti di
via Don Sturzo) ma a settembre abbiamo avuto un rincaro
sul biglietto.
Infine ho fatto in modo che
anche sul sito della lista Vivere Cernusco fosse
possibile monitorare lo stato della salute dell’aria, e
devo dire che siamo a livelli terribili per i nostri
polmoni, forse è anche per questo che ho tosse e
raffreddore da settimane…
Sicuramente bisogna fare
qualcosa, il problema è cosa.
A Londra pagano tutti,
tranne i mezzi ibridi e quelli superiori a 9 passeggeri,
e pagano molto, undici euro. A Londra non vengono
favoriti i possessori di auto meno inquinanti o più
nuove, non esiste che un SUV Euro 4 non paghi mentre una
500 diesel, magari del 2007, si. Questo è un bel modo
per disincentivare l’uso della macchina e non l’acquisto
di una nuova.
A Londra prima di introdurre
la tassa di transito l’azienda dei trasporti ha cambiato
l’intero parco mezzi comprando quelli meno inquinanti e
ha aumentato del 33% il servizio. Quando nel 2007
è stata ingrandita l’area a pagamento a un nuovo
quartiere è stata introdotta una nuova linea e tre sono
state prolungate, 14 linee hanno aumentato la frequenza
e una ha iniziato ad utilizzare i doble deck.
Londra ha 12 linee della
metropolitana per
un totale di 414 km, Milano, al momento, possiede solo 3
linee per 76 km, e su questi veicoli non puoi neanche
montare una bicicletta. Londra ha annullato tutte le
concessioni per la costruzioni di parcheggi sotterranei
in centro, per cui se entri poi fai molta fatica a
parcheggiare, Milano ne ha in cantiere 200 (voluti da
Alberini e non ostacolati dalla Moratti).
Ken il Rosso,
come Paolo Frigerio chiama il Sindaco di Londra, si
muove solo con i mezzi pubblici e ha obbligato tutti
i suoi assessori a farlo, dimostra come si possa
arrivare in orario anche senza usare le auto e per
questo è il primo ad accorgersi se qualcosa non va sulle
linee pubbliche, la nostra Moratti, moglie e cognata, di
petrolieri non ha mai fatto vanto di muoversi con mezzi
ecologici, ma sicuramente euro 4! Ah, Ken Livingston ha
anche dichiarato di non tirare l’acqua dopo aver fatto
la pipì, e sta pensando di vietare i sacchetti di
plastica su tutto il territorio londinese.
In conclusione, i mezzi per
limitare l’uso delle auto vanno bene, ma devono essere
pensati davvero per convincere a lasciare a casa il
mezzo privato (pagare tutti, pagare tanto ma avere a
disposizione mezzi pubblici efficienti), un’introduzione
timida e incompleta come quella milanese non porterà ai
favolosi risultati di Londra perché non ci sono
alternative all’auto, in molti continueranno ad entrare
senza pagare e l’uso della bicicletta a Milano è un
tentato suicidio.
Cosa fare allora? Ecco le mie
idee:
- promuovere
investimenti sul rinnovamento, la manutenzione e l’aumento
del numero di bus e tram, per
consentire di raggiungere rapidamente ogni punto della
città;
- costruire una rete di piste ciclabili
lungo tutti gli assi e le circonvallazioni cittadine;
- contro il proliferare dei parcheggi nel centro
cittadino, creare lungo la cintura esterna isole
di scambio per le merci e per il milione di auto
di chi tutti i giorni entra ed esce dalla città per
motivi di lavoro o di studio.
Il sogno sarebbe
avere mezzi pubblici gratuiti. e non è
una cosa impossibile se si pensa a quanti soldi vengono
spesi per gli stipendi dei controllori, l'istallazione e
manutenzione delle macchine obliteratrici e dei
tornelli, i costi per la stampa e la distribuzione dei
biglietti e il guadagno che hanno i punti vendita. I
soldi che rimangono all'Atm non sono molti e potrebbero
essere rimpiazzati da un maggior numero di spazi
pubblicitari che potrebbero essere venduti a caro prezzo
perchè aumenterebbe sensibilmente il numero dei
passeggeri (e quindi delle persone che vedrebbero la
pubblicità). E se ancora non bastasse basti pensare a
quanti soldi si risparmierebbero in spese sanitarie per
capire che una città davvero all'avanguardia è disposta
a rischiare per puntare in alto.
Ps: molti in questi
giorni dicono “Piutost che nient, mej piutost”, io sono
convinto che meglio fare subito cose che servano e non
timide iniziative di facciata avendo la paura di perdere
voti.
Roberto Codazzi
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