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In data 22/11/2006
ho inviato (All/1) ad ASL, DSA-SDG Miniambiente,
istituzioni e società civile sul territorio un quadro
documentale dell'inedita situazione locale relativa ai
danni alla salute provocati dalle polveri sottili
PM10-PM2,5, (a Milano le polveri ultrasottili PM2,5,
secondo i rilevamenti dell'Arpa, sono colpevoli dei due
terzi dell' inquinamento da PM10), focalizzato sui
seguenti 7 punti:
1. Disinformazione totale sull'inquinamento dell'aria a
Cernusco S/N
2. Valori inquinanti atmosferici disponibili su siti
istituzionali relativi a Cernusco S/N, comune ricadente
nelle zone ex art.8 D.Lgs. 351/99
3. Buone pratiche
4. Rischi per la salute per inquinamento da polveri
sottili
5. Esigenza, opportunità di limitare i danni con DPI
mascherine a norma EN 149
6. ASL MILANO 2 Dipartimento di Prevenzione Medico
7. Ministero Ambiente - Direzione Salvaguardia
Ambientale
A distanza di un
anno, devo riconoscere che la percezione di istituzioni
e cittadini in merito alla problematica drammatica
sollevata ed agli interventi educativi a favore di una
mobilità sostenibile è risultata scarsa.
Significativa la disinformazione dolosa del periodico
dell'Amministrazione comunale "Semplice Comune
Cittadino" del maggio 2006, che titola allegramente, con
tecnica omissiva (mancano infatti i dati critici del
PM10), che l'aria di Cernusco è un po' meno inquinata
dell'hinterland , legittimando in sostanza tutto
l’inquinamento esistente e al contempo rassicurando la
popolazione che la qualità dell’aria sia tollerabile.
Se ci caliamo nella
realtà effettuale, è circostanza notoria ed
indiscutibile che il PM10 pone un grande rischio per la
salute ed è un problema molto più ampio rispetto ad
altri inquinanti.
E' quindi urgente elaborare un piano o un programma
finalizzato ad assicurare il rispetto dei valori di
riferimento previsti dalla normativa. L'Unione Europea
sta per varare la nuova direttiva sull'inquinamento che
dovrebbe entrare in vigore dal primo gennaio 2008.
Verranno rivisti i valori soglia delle varie sostanze
inquinanti e per la prima volta verrà chiesto agli Stati
membri di misurare anche le polveri ultrasottili PM2,5.
La norma vigente, l'allegato III del DM n.60 del 2
aprile 2002, stabilisce i seguenti valori limite per il
materiale particolato PM10 da raggiungere in due fasi:
dall' 1/01/2005 -
valore limite giornaliero per la protezione della salute
umana: 50 μg/m3 (valore medio nelle 24 ore) da non
superare per più di 35 volte nell'arco dell'anno civile
valore limite annuale per la protezione della salute
umana: 40 μg/m3 (valore medio nell'arco dell'anno
civile);
dall' 1/01/2010 -
valore limite giornaliero per la protezione della salute
umana: 50 μg/m3 (valore medio nelle 24 ore) da non
superare per più di 7 volte nell'arco dell'anno civile
valore limite annuale per la protezione della salute
umana: 20 μg/m3 (valore medio nell'arco dell'anno
civile).
In effetti il numero
di superamenti giornalieri della soglia per la
protezione della salute è impressionante: dall'1/10/2007
al 14/12/2007 la centralina Arpa di Limito Pioltello ha
sforato il valore limite di 50 μg/m³ per ben 48 giorni!
Quale il ruolo delle istituzioni a due anni dall'entrata
in vigore dei nuovi, più ristrettivi, limiti?
La salubrità dell’aria si tutela, soprattutto, con
attività costanti ed effettive di controllo da parte
degli Enti istituzionalmente preposti e con una
pianificazione integrata di interventi strutturali a
medio e lungo termine da realizzare sul territorio.
E’quindi indispensabile e urgente pensare ad un rimedio
al sistema del traffico e della mobilità all’interno
della città, valutando, tra l'altro:
● un’azione a carattere ricognitivo e conoscitivo basato
sul monitoraggio continuo del PM10, con centraline fisse
e mobili, analizzatori a diffrazione laser portatili per
il rilevamento dell'inquinamento ambientale, anche
indoor, per una verifica degli obiettivi di qualità per
il miglioramento della qualità dell'aria,
● campionamento attraverso l'esposizione personale
passiva di un campione di persone (bambini,
pensionati..) per la rilevazione in continuo degli
inquinanti nell'ambiente e nelle emissioni,
● percorsi più sicuri per un uso quotidiano delle piste
ciclabili,
● potenziamento dell’esperienza del Piedibus (anche per
contrastare sovrappeso e obesità),
● interventi efficaci di dissuasione all'uso dell'auto
per l'accompagnamento a scuola,
● superamento dell'uso nocivo dei soffiatori portatili
con macchine di tipo aspirante.
Finora il sistema di monitoraggio per la verifica degli
obiettivi di qualità per il contenimento degli
inquinanti è stato completamente eluso: la campagna
d’indagine nel periodo 15/11/2005 - 20/12/2005 sulla
qualità dell’aria, commissionata all'ARPA dal Comune, è
stata surretiziamente presentata dal periodico
dell'Amministrazione comunale "Semplice Comune
Cittadino" del dicembre 2005 come laboratorio mobile di
monitoraggio PM10 ed altri inquinanti. Risultati finali
della campagna diffusi poi dal citato periodico nel
maggio 2006, omettendo la circostanza essenziale che il
PM10 non è stato oggetto di misura.
Negligenza o dolo
che sia, il Comune non si è mai posto il problema di
chiarire i comunicati falsati, anzi, nelle pagine web
del periodico comunale i due fascicoli in argomento sono
stati occultati, a dimostrazione di quanto sia tenuto in
considerazione l'obbligo dell'informazione al pubblico
sulla qualità dell'aria e la tutela del diritto alla
salute. Tema dell'obbligatorietà dell'informazione
ambientale come bene pubblico che, anche in sede
giurisdizionale, ha pronunciamenti come la sentenza n.1944/06
del 7/09/2006 del TAR della Lombardia sull'illegittimità
dell'ASL di nascondere il dossier sull'impatto
dell'inquinamento atmosferico (PM10) sulla mortalità e
morbosità nella città di Milano.
Oltre all'effettivo
impegno dell'Amministrazione comunale a definire e
rispettare scelte programmatiche coerenti alla tutela
della salute, anche con l'imposizione di limitazioni ed
obblighi, è necessaria un'opera di alfabetizzazione
culturale, responsabilizzazione e partecipazione di
cittadini, associazioni e scuola da valorizzare in un
percorso organico virtuoso che faccia da volano
all'affermarsi di una coscienza ambientalista, vero
obiettivo strategico per la tutela dell'ambiente.
Per quanto riguarda
l'utilizzo improprio sulla sede stradale dei soffiatori
portatili, occorre sottolineare il fenomeno del
risollevamento per effetto del flusso d'aria ad alta
velocità che rimette in circolazione il particolato già
depositato sul suolo. L'uso del soffiatore su foglie e
rifiuti giacenti nella sede stradale sottopone l'addetto
e i passanti a rischio chimico (gas di scarico motore a
2 tempi e polvere), biologico (agenti biologici
infettivi trasportati dalla polvere) oltre al rischio di
infortunio.
A conclusione di
quanto esposto, si richiama quanto previsto dal nostro
ordinamento giuridico sulla protezione dell’ambiente che
è imposta da precetti costituzionali (art. 9, 32
Costituzione) e assurge a valore primario ed assoluto.
Detti articoli tutelano la salute come fondamentale
diritto dell’individuo e interesse della collettività.
E’ in questo contesto che si chiede al Sindaco di
operare e svolgere la sua attività quale ufficiale di
governo, quale rappresentante della collettività e quale
responsabile dell’Amministrazione del Comune
nell'adottare con urgenza le strategie preventive atte a
scongiurare situazioni di pericolo o di compromissione
per la salute dei cittadini.
Camillo
Mantovani
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