|
Questa mattina ho
scoperto che la pasticceria Perego ha chiuso i battenti.
I fratelli che per
tanti anni hanno gestito questa attività hanno deciso di
andare in pensione; il loro negozio non era soltanto un
posto dove poter comprare dolci di buona qualità ma
anche un punto di riferimento per tanti cernuschesi.
Una tradizione consolidata negli anni e un posto dove
sentirsi a casa, dove sentirsi parte di una comunità.
Perché, la storia di una città, di un territorio, non è
soltanto storia politica, amministrativa, ma anche e
soprattutto storia delle persone che fanno un mestiere
in quel territorio e che , tutti i giorni, aprono le
porte delle loro botteghe, dei loro negozi, offrendo
quello che è l’essenza di ogni comunità: l’incontrarsi,
nel fluire degli avvenimenti esterni che spesso ci
lascia sbalorditi, in un luogo conosciuto, familiare.
Un’abitudine
piacevole, un sentirsi parte di un tutto a misura di
uomo. Ecco, tutto questo era la pasticceria Perego, così
come lo sono state altre attività che negli ultimi anni
sono andate scomparendo. Da qui la mia malinconia di
oggi causata non soltanto dalla chiusura di questa
attività ma anche e soprattutto dalla constatazione che
questi cambiamenti stanno trasformando il territorio, la
vita delle persone, le loro abitudini e i loro
rapporti.
I centri commerciali
che nascono sempre più frequentemente alle porte della
città soddisfano le nuove esigenze di una vita sempre
più frenetica, ma allo stesso tempo rischiano di
anestetizzare il tessuto sociale cittadino se i negozi
storici non continuano a svolgere la loro funzione di
attrattiva per i cittadini che vivono la piazza come
punto di ritrovo e di aggregazione.
Per questo mi sono
da subito impegnato, perché eventi di tipo culturale,
enogastronomico, sociale, animino le piazze e il centro
cittadino, in modo da attirare visitatori da fuori città
e favorire il commercio locale.
Eugenio Comincini
|