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Pienamente d'accordo
con quanto scritto da F. Gatta, (senza scomodare
manifesti esagerati) trovo curioso che l'unica
vera forza di pensiero contraria al referendum sulla
procreazione, la Chiesa, la cui posizione è sostenuta
con argomentazioni di fede, morale e scienza molto
valide, debba poi ricevere i ringraziamenti da chi di
quelle argomentazioni non tiene alcun conto (e perdipiù
per aver potuto pubblicizzare idee opposte).
Forse che le varie
coppie che hanno felicemente risolto i loro problemi,
e con non poche difficoltà, con l'affidamento e
l'adozione, le vie auspicate, siano meno importanti o
facciano meno "notizia" delle altre?
Di sicuro è mancata
la pubblicazione della testimonianza di qualcuno di loro
(perchè non arrivata), ma forse era una ragione in più
per non intraprendere una via "qualunquista" su questo
argomento da parte della Redazione (ed io lo posso ben
dire perchè fino al quel momento ne facevo parte
e aggiornavo on-line anche su questo tema) e invece aver
un pò più di coraggio nell'essere strumento di pastorale
(come si dice in questi casi), quindi sentirsi parte in
causa e di conseguenza sospendere la consueta
equidistanza che caratterizza la Piazzetta su gli altri
argomenti più "opinabili" di questo.
Un curatore di
un sito "cattolico" (come quello di una rivista o
altro) non dovrebbe farsi questi scrupoli?
Le "lettere al Direttore" esistono in tutti i giornali,
chi vuole spazio o risposte tipo "di tutto di più" non
ha che l'imbarazzo della scelta, possibile che noi non
possiamo pretendere più chiarezza di posizione e
coerenza su argomenti di così grande importanza?
Alla fine il
referendum è andato come si sa, ma rimane la
sensazione che si sia raggiunto il risultato a
dispetto dell'opacità delle nostre posizioni o del poco
coraggio nel sostenerle, forse preoccupati di
avere qualche cliccata in più o in meno nella
statistica giornaliera....
Angelo Barlassina
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