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Ieri in consiglio comunale è emerso in modo molto chiaro
come vi sia una certa confusione su alcuni termini
utilizzati nei processi di gestione delle
amministrazioni pubbliche, mi permetto di cercare di
fare luce in merito ad una coppia di termini su cui ieri
sera ho avuto la sensazione non ci fosse chiarezza:
economia e finanza.
Per illustrare la differenza tra un bilancio redatto in
contabilità finanziaria rispetto ad uno redatto secondo
criteri economico patrimoniali vorrei fare il seguente
esempio: l’acquisto di una casa attraverso l’accensione
di un mutuo.
Secondo i criteri finanziari chi acquista una casa
accendendo un mutuo diventa più povero in quanto si
trova non solo il conto azzerato ma anche il dover
pagare una rata per il mutuo. Questa è la sensazione
classica di chi ha appena acceso un mutuo…..
In realtà il sistema economico patrimoniale,
obbligatorio per gli Enti Locali dal 1995 decreto 77,
dice che chi acquista la casa in realtà è più ricco in
quanto a fronte di un debito acceso (il mutuo) e quindi
un conto economico negativo c’è il valore patrimoniale
dell’immobile che è superiore ( o al massimo pari, ma
sono eccezioni) all’importo del mutuo stesso.
I comuni devono iniziare a ragionare secondo le logiche
della partita doppia (conto economico e stato
patrimoniale) che permette una maggiore
responsabilizzazione permettendo accantonamenti per
spese future.
La contabilità finanziaria non permette di spendere più
di quanto impegnato e quindi non offre una chiara
immagine dell’economicità dell’ente.
Mi rendo conto che il tema non è semplice ma se ci
pensiamo bene giornalmente, forse implicitamente, le
famiglie cernuschesi fanno esattamente le stesse
riflessioni: guardano il saldo in banca ma hanno
presente gli investimenti soprattutto quelli
immobiliari….
Emerge con forza la necessità di sviluppare a tutti i
livelli competenze gestionali forti che permettano di
migliorare l’efficacia della gestione, l’efficienza
dell’organizzazione e l’economicità complessiva
dell’ente, cioè il raggiungere le proprie finalità
istituzionali date le risorse a disposizione.
Emanuele Vendramini
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