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“Giro di notte con carta e pegola” parafrasando un noto
successo dei Litfiba…
Come dite? Chi sono!?
L’attacchino!!! Vero protagonista di questa campagna
elettorale, colui il quale abbia avuto l’ardire di
scendere in prima linea nel pieno della bagarre: spiato
da ascose telecamere, oggetto di scherno e turpiloquio,
addirittura malmenato da loschi figuri nell’esperire il
proprio lavoro!
Caro manifesto elettorale, zelatore di fedi politiche, a
Cernusco sul Naviglio la vita è adamantina anche per noi
attacchini!
E, (credimi!), anche gli scapaccioni che riceviamo!
Che galleria di tipi ameni i miei colleghi! Sembra quasi
che il fato si sia divertito a mettere insieme gli
elementi più disparati!
Se si volesse suddividerli in gruppi di una certa
omogeneità, non si riuscirebbe, tanto i temperamenti
divergOno, indipendentemente dal partito di
appartenenza.
Si va dalla compostezza esemplare di Tizio, alla
chiassosa avventatezza di Sempronio, attraverso una
gamma di gradazioni nelle quali le parti opposte sono
variamente dosate.
Antagonismo, permalosità, supponenza, idiosincrasia sono
le caratteristiche che riscontro in ognuno di loro.
Oserei però affermare che un istinto di solidarietà ci
unisca ed amalgami i nostri caratteri. Tuttavia, questo
soccorso reciproco non ci sostiene a vicenda alla
ricerca di un’impunità, qualora qualcuno commetta un
gesto che non avrebbe dovuto fare. Allora, ognuno è
responsabile per se stesso.
Nessuno di noi è tanto immaturo e insensibile, quanto
dimostri di esserlo con l’atteggiamento che assume in
determinate occasioni. Personalmente, ritengo che si
tratti di una specie di incoraggiamento ad un modo di
agire scriteriato che derivi dall’essere in molti.
Esattamente quello che argomentavano gli antichi:
“Senatores, boni viri; senatus mala bestia”. Cioè,
in termini più chiari: ciascuno, singolarmente preso, è
capace dei più nobili gesti; messi insieme, però, pare
che si eccitino in noi solo gli istinti…ferini!
Mi sovviene alla mente “L’Agnese va a morire”: in luogo
dei dispacci partigiani noi si adduce manifesti
elettorali, umilmente orando di non ravvisare drappelli
antagonisti lungo il tragitto.
Molti di noi lavorano a cottimo, altri su turni: la
notte è lunga e la città vasta.
I più opulenti sono organizzati in pattuglie
autotrasportate che coprono più zone contemporaneamente:
dispongono di tolle di collante, rulli da pittura con
aste telescopiche ed un indefinito numero di
mastodontici manifesti elettorali dalle sgargianti
cromie e stampati su carta patinata; ricevono perfino un
soldo per la loro prestazione.
Gli attacchini tapini, invece, posseggono mezzi molto
più modesti: i manifesti sono di dimensioni ridotte,
talvolta scialbe copie fotostatiche; operano
prevalentemente nelle piazze centrali, spesso a piedi o
inforcando vetusti velocipedi dall’irritante cigolare;
le tolle vengono riempite di colla vinilica diluita con
acqua e le aste telescopiche sono sopperite da vecchie
ramazze di saggina sottratte di soppiatto alle mogli.
Naturalmente non è previsto nessun obolo: solo tanta
passione o al massimo un bianchino spruzzato campari
dopo la spedizione.
La nostra è una via crucis moderna! Ad ogni stazione
(leggasi pannello elettorale) ci si ferma e con oculati
movimenti si crocefiggono i cartacei divulgatori, con la
speranza che permangano il più a lungo possibile, senza
che alcuno li trafughi.
Ebbene si, caro manifesto elettorale, qualcuno di noi ha
anche giocato sporco!
Nella silente notte degli imbrogli di manzoniana memoria
(tra l’8 e il 9 giugno), qualche tuo simile è stato
furtivamente appeso: da lassù, tu ci avrai sicuramente
notato, e, insieme a te, anche le telecamere di pubblica
sicurezza, le quali hanno impietosamente denunciato uno
di noi!
Altri attacchini sono stati oggetto di turpiloqui e
vituperi, il più sfortunato di percosse, secundum la
teoria del ricorso alle bastonate come soluzione ideale,
tanto cara al Conte Attilio de “I promessi sposi”,
ovvero ambasciator non porta
pena, ma pennellessa si!
“Il mio debole parere sarebbe che non vi fossero né
sfide, né portatori, né bastonate!” sosteneva Padre
Cristoforo… ed io concordo con lui!
Tra qualche giorno berremo tutti le acque del Lete…
Cari cernuschesi, so che mi state leggendo, so che avete
paura del vostro futuro: io non conosco il futuro, sono
qui solo per attaccare manifesti!
Ora ne appenderò uno e, tramite esso, vi mostrerò un
avvenire in cui tutto sarà possibile; una città senza
invettive, un mondo senza rossi e senza neri: ciò che
accadrà dopo dipenderà solo da voi e dai vostri
politici…
MARCO MAGNI
CIUSCO 1968
P.S. So perché siete qui, cosa state facendo, perché
leggete queste introspezioni: state cercando la domanda
alla risposta che vi opprime…
PERCHÈ CIUSCO 1968?
Ma per la par condicio, per essere politically correct!
Ciusco è il nomignolo affibbiato da Ignazio La Russa
alla mascotte adottata da Alleanza Nazionale durante la
campagna elettorale pro Cassamagnaghi… e il 1968? Beh il
1968 lo sappiamo tutti cosa sia stato… e per chi non lo
sapesse, si vada a leggere un manuale di storia!
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