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Dopo mesi in cui la scuola italiana è stata al centro
dell'attenzione mediatica per alcuni episodi gravi, che
ne hanno offerto un'immagine distorta, il Ministro della
Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, ha invitato le
scuole italiane a mostrare con orgoglio ciò che sono. E’
nata così la settimana “La scuola siamo noi” per
raccontare come si vive e si lavora nelle scuole
italiane, settimana che è stata celebrata nei giorni
scorsi.
L’Aurora Bachelet di Cernusco vi ha partecipato il
giornalino l’Aquilone, in cui, dopo l’indimenticabile
lezione pubblica nella Sala “Cardinal Colombo”della prof.sa
Lucia Boccaccia sulla famiglia come partner di una
scuola viva, le classi raccontano l’esperienza di
apprendimento e di crescita vissuta quotidianamente.
Dunque “la scuola siamo noi”.
Ma “noi, chi?” ci siamo chiesti componendo le pagine di
questo nostre trimestrale.
Noi, alunni di scuola elementare e media, che stiamo
cercando di comprendere la realtà e la storia attraverso
lo studio delle materie. Noi alunni, piccoli e grandi, –
siamo 460 – che impariamo nello studio e nel rapporto
con i nostri insegnanti ad usare la ragione secondo
quell’apertura a cui ci invita il Papa e quella
consapevolezza civica a cui ci stimola il messaggio del
presidente Napolitano.
Noi genitori, cittadini italiani, residenti a Cernusco e
dintorni, che crediamo nella famiglia come scuola di
umanità, primo soggetto educativo, condizione di una
sana democrazia, fattore di sviluppo sociale ed
economico. Noi genitori che per garantire un’educazione
attraverso un’istruzione qualificata dobbiamo pagare
doppiamente: prima con le tasse e poi con le rette ciò
che è diritto e dovere.
Noi docenti di scuola non statale che crediamo nel
sistema scolastico pubblico integrato e ci impegniamo
perché cresca lo spazio dell’autonomia nell’esercizio
della libertà di educazione in modo che costruendo la
nostra scuola come comunità di apprendimento pubblica,
laica e libera, anche quella statale funzioni per
davvero.
La scuola siamo noi.
Noi tutti, alunni, docenti, genitori, dirigente e
gestore, a cui sono imposti dei doveri senza che ci
vengano rispettati i legittimi diritti. Solo un esempio
al riguardo. In questa bella “scuola che siamo noi” ci
sono bambini e ragazzi con handicap. Volentieri e con
gioia li accogliamo. Ma chi ci governa, sia a livello
nazionale sia locale ( ma il riferimento non è a
Cernusco), non ci aiuta in questo. Il loro ragionamento
è biforcuto: “Vanno in una scuola non statale , meglio
“privata”. Dicono proprio così: “privata” , per
nascondere la loro inimicizia verso la democrazia e la
libertà in un corto circuito linguistico, secondo cui
“privata” vuol dire “ricca”. Ma vengano qui costoro;
vengano a vedere la scuola che siamo noi. Vengano e
guardino: non abbiamo neppure la sede. E quella che
abbiamo ce la vogliono togliere nonostante siamo in
regola su tutti i fronti: E c’è anche chi non vuole
neppure che ne cerchiamo una nuova.
Ecco, signor Ministro e locali governanti, la scuola
siamo noi. Meglio, più umilmente. La scuola siamo anche
noi.
Scuola Aurora Bachelet
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