|
Mi sembra che, al di là di qualche accaldata boutade
preelettorale (titolo compreso), l'ultimo intervento del
consigliere comunale uscente Giordano Marchetti insista
particolarmente sulla richiesta di precisazioni ("mi
sarei aspettato qualche precisazione in più", "perché
allora non prova lui a precisare e spiegare?", "il suo
personale contributo. smentendo, precisando"). Credevo
di essere stato sufficientemente chiaro, ma, visto che
Marchetti non comprende, o fa finta di non comprendere,
ripercorrerò punto per punto le mie argomentazioni.
La richiesta di risarcimento di ? 294.915 è una
richiesta di parte, e in quanto tale ampiamente
contestata nello scambio di memorie fra avvocati che sta
precedendo la fissazione della prima udienza. Spetterà
alla magistratura verificare in che misura questa
richiesta abbia effettivo fondamento. La cifra della
quale stiamo parlando potrebbe quindi rivelarsi molto
inferiore a quanto Marchetti sostiene come dato certo.
Dire che l'allora direttore generale ha avanzato una
proposta di conciliazione significa che esistono
documenti che attestano una sua volontà di rifondere, in
tutto o in parte, il danno arrecato (ma a patto che sia
accertato da un magistrato o da una figura super partes,
non certo sulla base di una semplice richiesta in più
punti ampiamente discutibile). In ogni caso il
sottoscritto e tre dei quattro consiglieri di
amministrazione allora in carica hanno citato in
garanzia il suddetto direttore generale, vale a dire
ritengono di avere elementi a sufficienza per rivalersi
su di lui qualora il danno presunto si riveli, in tutto,
o -più probabilmente- solo in parte, reale.
Infine, per quanto riguarda la denuncia-querela da me
presentata mi sia consentito togliermi un sassolino
dalla scarpa. Mentre l'esposto inoltrato su
sollecitazione di alcuni funzionari comunali, a detta di
più legali interpellati, non lascia intravedere alcuna
notizia di reato, la mia querela ha un oggetto preciso,
e in una certa misura il reato di falso materiale
commesso è già stato riconosciuto dalla controparte!
Quanto al sostegno di oltre 3.300 elettori cernuschesi
sbandierato da Marchetti, vorrei ricordargli che in
democrazia i voti sono nel migliore dei casi segno di
consenso politico, nel peggiore frutto di semplice
notorietà o, peggio, di comunanza di interessi, ma che
in nessun caso possono sostituire la preparazione
culturale e le competenza professionale. Non ho mai
fatto mistero della mia amicizia con il sindaco, nata
sui banchi di scuola, ma vorrei anche che si dicesse che
sono un docente AFAM (vale a dire equiparato agli
universitari) e che nel Consiglio di amministrazione mi
affiancavano una nota imprenditrice locale, un
funzionario di banca e un ex assessore all'istruzione.
Possibile che fossimo tutti degli sprovveduti? Non a
caso non certo sui nostri comportamenti, ma su quelli di
altri si sono sollecitate indagini da parte della
magistratura.
Vedremo, in caso di vittoria del centrosinistra alle
prossime elezioni (ma io credo che i cernuschesi ci
risparmieranno una simile iattura), quale classe
dirigente di alto livello saprà esprimere Comincini.
Fabrizio Dorsi |