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Intervista con
Giancarlo Giorgetti segretario nazionale della Lega Nord
Giorgetti, 40 anni, segretario nazionale della Lega è
lapidario.
«Non c’è da stupirsi se non appoggiamo il candidato di
Udc, An e Forza Italia. – continua il deputato leghista
che venerdì scorso ha partecipato, in piazza Unità
d’Italia, a un aperitivo con gli elettori organizzato
dalla coalizione di liste che appoggiano Cogliati – Nel
contesto nazionale esiste una solida alleanza con il
resto della Casa delle Libertà, ma per le amministrative
non è scontato che si debba andare insieme: se si trova
un accordo su programmi e candidati bene, altrimenti si
corre da soli. E qui a Cernusco i leghisti, gente seria
che ha contribuito a creare la Lega fin dagli inizi, non
si fida del sindaco uscente, quel Cassamagnaghi che mi
dicono essere un trasformista, uno che ha cambiato
casacca parecchie volte».
Nessuno scandalo, quindi, ma allora come mai la querelle
sul simbolo della Lega?
«La scelta di aggiungere un simbolo leggermente diverso
a quello solito – risponde Giorgetti - è dettata solo da
cortesia politica: per non mettere in imbarazzo gli
alleati a livello nazionale con una scelta di rottura».
C’è, però, chi ha letto in questo una mancata
legittimazione alla Lega di Cernusco da parte della
segreteria nazionale.
«Non è assolutamente così – spiega Giorgetti – e la mia
presenza, da segretario nazionale lo dimostra.
Ma lo si vedrà con il prosieguo della campagna
elettorale e con i nomi della Lega che verranno qui a
Cernusco a dimostrare il proprio appoggio a Claudio
Cogliati».
«Colgo l’occasione – ha concluso Giorgetti – per
lanciare un appello agli elettori di centrodestra di
appoggiare il candidato Claudio Cogliati e la coalizione
del Cuore in modo far tornare il buongoverno anche a
Cernusco».
Intervista di Domenico Affinito
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