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Fortunatamente piove!
Piove in modo sostenuto, ma l'eccezionalità del fatto
consiste solo nel tempo che è trascorso dall'ultima
volta.
Eppure a Cernusco si farebbe prima ad elencare le vie
che non hanno problemi di allagamenti, piuttosto che
quelle che li hanno.
L'isola pedonale si sbriciola e sprofonda sotto i nostri
piedi, piazza Matteotti ha ampie pozze in corrispondenza
dei tombini che non funzionano, la scuola di Via Manzoni
ha dovuto indirizzare i bimbi ad un'uscita diversa da
quella di Via Torriani in quanto allagata, le rotonde
sono tutte allagate….ma se volete un'immagine da Nuova
Delhi durante la stagione delle piogge, venite in zona
industriale, dalle parti di Villa Fiorita!
Inutile proseguire nell'elenco, la situazione è sotto
gli occhi di tutti: basta avere la temerarietà di
tentare un giro, muniti di stivali e cerata (non tanto
per la pioggia, ma per gli spruzzi dalle auto di
passaggio).
Inutile dire che il traffico impazzisce, dal momento che
affrontare le vie della città a piedi diventa un
percorso ad ostacoli.
Inutile dire che, per quanto piova sempre meno, vale
comunque la pena di effettuare la manutenzione periodica
degli scarichi lungo le strade.
Inutile dire che, quando si rimantano le strade o si
effettuano lavori sulle stesse, bisognerebbe tener
presente che prima o poi pioverà e che la necessità di
predisporre gli scarichi dell'acqua piovana non è
estetica, non è un male inevitabile, ma risponde ad una
precisa esigenza funzionale.
Eppure tutti possiamo constatare come, nonostante la
banalità, gli scarichi NON sono posizionati nei punti
più bassi, o, allo stesso modo, le strade non hanno
l'inclinazione corretta per convogliare l'acqua verso
gli scarichi e, quando tutto funziona bene, la povera
acqua, anche se disposta a togliere il disturbo, non lo
può fare perché si trova di fronte un passaggio ostruito
o dalla sporcizia accumulata o dalle successive
asfaltature che hanno ridotto progressivamente
l'apertura presso il marciapiede.
Eppure questa amministrazione non ha esitato nemmeno un
attimo a tagliare il gelso in quanto pericoloso, ma non
è altrettanto pericoloso passeggiare per le strade del
centro costellate da buche e mattonelle in
disgregazione?
Devo constatare come, nei fatti, non siamo di fronte ad
un fulgido esempio di gestione del bene pubblico e di
attenzione ai cittadini; l'importante non è fare tanto
per fare e dimenticarsene subito dopo (non prima di una
adeguata pubblicità, però!), ma fare bene e mantenere la
qualità iniziale nel tempo.
Beh, un ultimo pensiero: forse il titolo di questo
messaggio andrebbe cambiato, almeno in parte!
Cristiano Valzasina
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