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Dopo tanto vociferare, in piena zona “Cesarini”, insieme
alle ultime lottizzazioni residenziali ecco arrivare
l’assegnazione dell’area, in diritto di superficie, alla
scalpitante Cooperativa Aurora Bachelet.
E così Cassamagnaghi
stacca l’ultima cambiale fedeltà a chi gli ha permesso,
nei momenti difficili del suo mandato, di sopravvivere
sulla poltrona di Sindaco e di ricandidarsi adesso.
A beneficiarne questa
volta non è un intero partito bensì una corrente
politica in seno al gruppo di Forza Italia: per
intenderci quella legata a Comunione e Liberazione e ben
rappresentata in aula dal consigliere Oriani.
Avete varcato da tempo i
limiti della decenza: non riuscite più a provare
vergogna ed arrossire neanche quando il gioco di
prestigio preconfezionato con la delibera di giunta n.
76 del 28/03/07 viene smascherato.
Ma come fa
un’Amministrazione Comunale ad accettare mercoledì
28/03/2007 la richiesta presentata ufficialmente dalla
Cooperativa l’Aurora solo venerdì 23/03/2007 ed
integrata con lo schema di convenzione lunedì
26/03/2007?
Una fretta che
insospettisce e che lega inevitabilmente questa scelta
alla scadenza elettorale.
Ma come fa
un’Amministrazione Comunale, in un suo atto, a
confermare la volontà di concedere in diritto di
superficie alla Cooperativa Aurora Bachelet, soggetto
privato, l’area ubicata a Ronco in Via Adda-Mincio pari
a 11.600 mq per la realizzazione di un polo scolastico
destinato a scuola primaria, secondaria e liceo quando
l’area stessa non risulta ancora essere di proprietà
comunale e lo diverrà solamente il giorno successivo
alla delibera -giovedì 29/03/2007- con la ratifica della
convenzione stipulata a seguito dell’approvazione di
quel PII da voi denominato “Abitare Ronco” e da noi
“Affare Ronco”?
E poi. Ma perché mai
un’Amministrazione Comunale dovrebbe accettare dalla
Cooperativa L’Aurora a titolo gratuito un terreno di
5700 mq confinante con l’area di 11.600 mq, terreno che
la stessa si impegnerà ad acquistare entro i successivi
12 mesi dal rilascio del permesso di costruire, per poi
rigirarglielo nuovamente in diritto di superficie?
Osserviamo incidentalmente
che nel puzzle delle aree, o forse dovrei dire
nel gioco delle tre tavolette, compare –in quanto
attuale proprietaria dell’area che l’Aurora intende
acquistare per poi cedere al Comune- la cooperativa già
protagonista del PII ex-Garzanti. Per dirla con John
Belushi in Animal House, “quando il gioco si fa
duro, i duri cominciano a giocare”.
Ma andiamo avanti. Come fa
un’Amministrazione Comunale ad accettare per il diritto
di concessione di dette aree, richiesto per un tempo
lungo “solamente” 90 anni, la proposta avanzata dalla
Cooperativa di corrispondere al Comune un canone annuo
di 3.000 € distinto in due rate semestrali di 1500 €
cadauna?
Al di là delle tante
frottole che ci sono state raccontate in questi mesi
credo fosse già tutto predefinito e per meglio capire la
vostra abilità nel mischiare le carte è allora opportuno
ripercorrere alcuni passaggi legati proprio
all’approvazione del PII di Ronco.
Il 18/09/2006 i gruppi che
rappresento depositarono una serie di osservazioni a
quel PII tra cui una che recitava ”Si chiede di
conoscere il reale utilizzo delle aree previste in
cessione pari a mq11632 e di conoscere la non meglio
precisata infrastruttura pubblica citata nel PII”
La risposta predisposta il
30/10/2006 a quella osservazione fu “ L’area pari a
11632 mq che l’Amministrazione comunale acquisisce al
patrimonio pubblico risulta essere un’area di
particolare interesse prevista anche all’interno del PRG
vigente. Reperire aree da destinare a servizi per il
nucleo abitato di Ronco è sicuramente un investimento
per le future necessità dei cittadini, oggi risulta
difficile definire con precisione quale sia
l’infrastruttura pubblica necessaria ai residenti di
Ronco, confidiamo quanto prima di individuare, di
concerto con i residenti, la giusta destinazione per
quest’area.”
E questa posizione l’avete
ribadita nel corso del Consiglio Comunale di novembre.
Altro che concerti: siete
abituati a suonarvela e cantarvela da soli!
Anche stavolta,
dimenticando il concerto con i cittadini, avete fatto
piovere sulle loro teste una confezione regalo già
decisa.
Quell’opera pubblica
allora così indefinita altro non era, come sostenevamo
da tempo, che la scuola Aurora Bachelet.
E’ questa l’infrastruttura
necessaria ai residenti di Ronco? E loro che ne pensano?
E’ questo il vostro
concetto di democrazia partecipata?
E che dire poi del valore
dell’area e delle risibili cifre in gioco per il
pagamento del diritto di superficie?
Forse è il caso di
ricordare a tutti che l’area di 11632 mq, classificata
dal PRG come area “AS”, fu ceduta, nelle clausole del
PII “Abitare Ronco”, al Comune dalla Giemme Costruzioni
a compensazione di oneri e in permuta di altre aree di
proprietà comunali cedute alla stessa Giemme
Costruzioni.
La stima dell’area ceduta
al Comune, così come data dalla perizia estimativa
redatta dall’ing. Viganò ed allegata al PII “Abitare
Ronco”, fu di 63.12 €/mq in base alla valutazione di
aree standard riservate ad attrezzature di interesse
collettivo.
Se così è, allora il
valore di quell’area di 11632 mq non può valere meno di
735.000€.
Perché quindi un canone in
concessione d’uso di 3000 €, l’equivalente annuo
dell’affitto di un box in centro, per 90 anni?
Davvero una modalità poco
ortodossa di amministrare il bene pubblico!
Mi si dirà, perché in
tutta l’operazione il Comune acquisirà dalla Cooperativa
anche l’area di 5700 mq.
Ma questa è
un’argomentazione che non sta in piedi e anzi apre nuovi
interrogativi.
Perché mai il Comune
dovrebbe acquisire, seppur gratuitamente, un’altra area
AS di 5700 mq da cedere immediatamente in concessione
d’uso per ben 90 anni alla stessa cooperativa?
Abbiamo già un’area di
proprietà pubblica sulla quale possiamo ipotizzare di
realizzare -perché no?- strutture scolastiche pubbliche
(voglio ricordare che la superficie è quasi uguale a
quella che l’Amministrazione ha intenzione di acquisire
dal privato in zona Castellana con i Piani di Zona).
Ma anche convenendo
di destinare l’area a struttura scolastica privata,
l’assegnazione non può che avvenire attraverso una gara
di evidenza pubblica e il valore di partenza non può
essere inferiore a quello di acquisizione cioè 735.000
€.
Consideriamo inoltre che i
tempi previsti per la realizzazione del primo lotto
destinato a scuola primaria e secondaria sono di almeno
4 anni (inizio lavori entro 12 mesi dall’approvazione
del progetto e 3 anni per la loro ultimazione salvo
proroghe) e che nel frattempo –e con lo stesso atto
amministrativo- viene richiesta la concessione della
proroga del contratto di locazione alla Cooperativa
Aurora Bachelet dei locali attualmente occupati nei
plessi scolastici di via Mosè Bianchi e via don Milani.
Sarebbe questo il
comportamento improntato all'imparzialità e al principio
di buona amministrazione, che gli amministratori
pubblici sono tenuti ad osservare secondo l’art. 78 del
testo Unico sull’Ordinamento degli Enti Locali?
Riteniamo che valutando la
delibera nel suo complesso non si abbia tanto la
sensazione di favoritismi, quanto piuttosto di danno
arrecato all’interesse collettivo.
Gli ingredienti ci sono
tutti: parzialità di trattamento di un’istituzione
privata da parte dell’ente pubblico, conflitto
d’interessi, forti perplessità circa i valori economici
in gioco, assenza pressocchè totale di trasparenza degli
atti.
Ci apprestiamo quindi a
rappresentare, col nostro voto contrario, la posizione
di chi si oppone a questo nuovo effetto dell’intreccio
di interessi che grava su questa città e di cui questa
maggioranza, coi suoi saldi di fine stagione, si assume
la responsabilità politica.
Il Consigliere Comunale
di VIVERE Cernusco
MARCHETTI Giordano |